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L’eredità di Marc Marquez raccontata da Michele Masini

L'otto volte iridato ha passato un anno nel team Gresini e in un'intervista esclusiva il direttore sportivo ci ha raccontato il suo 2024

L’eredità di Marc Marquez raccontata da Michele Masini
© Luca Gorini

Serena ZuninoSerena Zunino

Pubblicato il 28 dicembre 2024, 11:01


Che tipo di persona hai trovato in Marc Marquez?
«Umile e gentile. Di famiglia hanno un’umiltà pazzesca. Sono due ragazzi incredibili, lui e Alex, che vivono la loro vita per le corse. Non hanno grilli per la testa, pensano solamente a stare bene con gli amici. A loro piace sorridere e far sorridere la gente. Poi quando si mettono nei panni dei piloti sono due professionisti».

Come sono caratterialmente?

«Molto diversi. Alex è una persona un po’ più sensibile, ha bisogno di molta serenità e che tutto intorno a lui vada bene. Marc è una macchina da guerra: la pressione la sa gestire e l’ha sempre avuta, se gliene dai un pizzico in più gli fa soltanto bene. È una famiglia con il profilo come il nostro. È stata un’unione vincente».

Delle tre vittorie di Marc, qual è stata la più speciale?
«La prima di Aragón è stata la più emozionante per lui. È stata la sua vittoria sportiva, perché facciamo fatica a capire quello che può aver passato in quei quattro anni dopo l’infortunio. Per noi, invece, la più bella è stata quella di Misano, e Marc l’ha riconosciuto. C’è stata un’esplosione di gioia nel box. Ha avuto anche un sapore di liberazione perché ci ha dato, una settimana dopo il primo successo, la conferma».

Quando hai saputo che Marc sarebbe arrivato da voi, ti aspettavi quello che è poi effettivamente successo?
«Tutti svolgiamo questo mestiere con un chiaro obiettivo: vincere il Mondiale. Marc arrivava da una situazione molto diversa, non era competitivo da tempo e l’abbiamo visto abbastanza sofferente nei primi approcci. L’obiettivo che mi ero prefissato è stato centrato, ed è quello che ci aveva un po’ fatto intendere lui, che voleva ritrovarsi e tornare a divertirsi. Sentire queste cose da Marc per me oggi vale più di un Mondiale. Mi aspettavo che il nostro ambiente potesse dare a Marc quello che cercava, così è stato».

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