L'intreccio di mercato che scuote la MotoGP
Tra Ducati, Yamaha e Marc Marquez, tutte le voci che animano la classe regina. Chi sta bluffando e chi rimarrà col cerino in mano?
Pubblicato il 9 maggio 2024, 16:27
Pramac-Yamaha? Campinoti smentisce
Scomodare divinità dell’Antica Grecia richiama all’ordine chi sta giovando delle relative servigie: Lenovo ufficiale, Prima Pramac Racing satellite (con le quattro GP24), indipendente Pertamina Enduro VR46 e indipendente Gresini Racing (squadre dotate di GP23). L’Olimpo della categoria.
Andando per ordine, il team rosso di Bagnaia ed Enea Bastianini è intoccabile, con il numero 1 fisso a tutto il 2026 e il romagnolo intenzionato a rimanere. Non è detto che accadrà ma, essendo diretta emanazione aziendale, la struttura è soltanto e sempre Ducati. Paolo Campinoti, affezionato alla Ducati almeno dal 2005, motivi per cambiare, passando alla Yamaha, non sembra averne: “Ma scherziamo?” ci ha confermato, lasciando parola a Gino Borsoi, manager del box di Jorge Martin, papabile ufficiale Lenovo, e Franco Morbidelli. “E chi avrebbe messo in giro certe voci? Parlare e scrivere è una cosa, i fatti sono diversi. Partiamo da condizioni reali: abbiamo disputato un fantastico 2023, per un sogno iridato svanito soltanto nel finale, e dal quale sono stati tratti significativi insegnamenti. Infatti, mettendoli in pratica, siamo in testa alla classifica con Jorge, nell’obiettivo di prenderci a fine contesa quanto sfuggitoci. Ecco, semmai Martin partirà verso una squadra ufficiale, la vuole. E se la merita”.
Sarà Ducati? Ancora non si sa, mentre Gino ha continuato: “Spiegatemi quale senso avrebbe, per noi, cambiare costruttore. Pramac dispone di Desmosedici ufficiali, oggi sono le stesse GP24 di Pecco ed Enea. Pramac è il fratello minore della compagine factory, nel percorso di formazione dei giovani, poi da promuovere nello stesso team ufficiale. Il rapporto instaurato tra Pramac e Borgo Panigale valica i meri interessi economici, qui c’è dell’altro in gioco. E non è un gioco, ma pura e costruttiva collaborazione. Ecco perché respingo certe voci”. Borsoi ha, oltretutto, sottolineato il concetto attraverso un nome gettonato: "Fermin Aldeguer, chiaramente contrattualizzato Ducati, ci piace. E tanto. Lui è giovanissimo, forte, costituisce l’esempio di sinergia appena descritto". Il “nodo Aldeguer” è da considerare: protagonista con l’eccellente Boscoscuro in Moto2, il diciannovenne conterraneo di Pedro Acosta ha firmato con e per la Ducati, e la Ducati vuole tenerlo a corte. Sarà fondamentale capire dove collocarlo: in Pramac? Ottimo, quindi spazzata via l’ipotesi Yamaha, sempre che non intervengano forze esterne.
Passa alla prossima pagina
Iscriviti alla newsletter
Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
Commenti
Loading


