MotoE: Energica risorge dalle ceneri, come l’Araba Fenice

In meno di tre mesi l’azienda modenese ha ricostruito le moto andate a fuoco nell’incendio di Jerez: il collaudatore Alessandro Brannetti e il capo della ricerca e sviluppo Simone Martinelli raccontano come

 

MotoE: Energica risorge dalle ceneri, come l’Araba Fenice

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Pubblicato il 3 giugno 2019, 10:55

Dopo l’incendio a Jerez che nella notte fra il 13 e il 14 marzo ha visto bruciare le 18 moto elettriche pronte per il campionato MotoE (leggi qui) l’azienda modenese ha dichiarato subito il suo intento di far partire la stagione il prima possibile (leggi qui) e partecipare dal 17 al 19 giugno sul Circuito di Tormo a Valencia.

LA RICOSTRUZIONE - Energica sta mantenendo fede al suo impegno e in un video ufficiale racconta una storia inedita: quella vissuta dall’interno da due membri chiave del reparto racing della società modenese, che insieme ai loro colleghi si sono rimboccati le maniche, dopo il più inaspettato degli eventi, arrivando ad un’impresa che sulla carta appariva quasi impensabile.

A raccontare una storia di dedizione e passione sono il collaudatore ufficiale   Alessandro Brannetti ed il responsabile dell’R&D Simone Martinelli.

“Già dalla giornata successiva all’incendio di Jerez, sapevamo di dover compiere qualcosa di speciale”, ha ammesso il CEO di Energica Livia Cevolini. “Non c’era tempo da perdere. Ora possiamo dire con orgoglio che ci sono infatti delle tempistiche certe per il completamento delle nuove Ego Corsa, e che queste sono in linea con ciò che è richiesto per l’inizio della stagione in Germania. Non posso che ringraziare tutte le parti coinvolte in questa impresa e tutti team, i piloti, i fan e i partner per l’incredibile supporto. C’è ancora da aspettare un pochino prima dell’inizio del campionato, ma sarà un’attesa ben ripagata”.

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