Iannone: "Le cose folli mi stimolano. La fama? Più cresci e più vorresti essere trasparente"
Gianmaria Rosati
Pubblicato il 1 giugno 2026, 16:54 (Aggiornato il 3 giu 2026 alle 09:20)
Il debutto di Andrea Iannone nella Harley – Davidson Bagger World Cup è stato a dir poco impattante. Non solo per i risultati, con un quarto posto in Gara 1 – anche a causa di un doppio Long Lap Penalty – e soprattutto una vittoria in Gara 2, ma anche per l’affetto riservatogli nel paddock da tifosi ed addetti ai lavori. Un ritorno nel circus del Motomondiale di quelli da ricordare, dopo mesi di attesa e forse di dubbi. Di questo e non solo abbiamo parlato proprio con Andrea, sempre pronto a regalare spunti interessanti.
Andrea, come sono stati i mesi dalla fine del tuo impegno in Superbike ad oggi?
“Sono stati mesi di vita. Fortunatamente ho delle persone che lavorano insieme a me, dato che non sarei in grado di creare dei progetti per me stesso. Si è parlato tanto di me mentre io ho parlato pochissimo: sono state dette tante cose vere ma soprattutto tante false. E’ normale dato che funziona così, ma io parlo e ci metto la faccia quando le cose sono ufficiali. Riassumendo sono stati mesi tranquilli”.
Perché nessuno ha dato una sella ad Andrea Iannone in Superbike?
“In realtà avevo tante possibilità per la SBK, ma come ho sempre detto doveva valerne la pena. Il tempo che spendi per fare le corse deve essere proficuo, il che per me significa avere la chance di stare perlomeno sempre nei primi cinque. Questa condizione non si è verificata quindi era giusto anche stare a casa”.
Hai pensato al ritiro anche solo per un minuto?
“Io non cercavo nulla, ho lasciato che scorresse il tempo e che arrivassero le cose. Quello che arriva io vivo: c’erano tante cose in ballo e ora siamo qui”.
Anno dopo anno sei diventato molto popolare, anche al di fuori del mondo delle corse. Che rapporto hai con la popolarità?
“Come in tutte le cose ci sono pro e contro. Più cresci d’età e più vorresti essere trasparente ma certe cose non si comandano e non si programmano. Devi prendere quello che viene e gestirlo al meglio, anche se a volte non è facile. E’ inutile sputare nel piatto dove si mangia: a volte non è bello essere popolari ma fa parte del gioco”.
Iannone, la Bagger World Cup ed i tifosi
Il progetto Bagger World Cup ti ha convinto subito o è servito più tempo?
“Penso che Harley – Davidson sia un marchio magnifico, e credo che questo campionato possa avere degli sviluppi futuri molto interessanti. Dal momento che amo le corse ho trovato molto interessante questo mondo, e credo che io ed il marchio abbiamo tante cose in comune, quindi ho deciso di sposare il progetto. E’ una sfida, dato che credo che nessun pilota del mio livello avrebbe fatto questa scelta: magari dopo di me ne arriveranno tanti, ma credo che essere il pioniere in questo senso non sia una cosa banale. E’ una moto totalmente diversa, e non ho svolto la prima gara: tutta una serie di cose, ma purtroppo o per fortuna le cose un po’ folli mi stimolano”.
Come descriveresti la Harley – Davidson Road Glide con la quale disputi il campionato?
“E’ stupefacente in termini di agilità e maneggevolezza: guardandola da fuori può sembrare una moto molto pesante ed effettivamente lo è, ma non senti particolarmente la cosa”.
Potresti diventare l’uomo copertina di Harley nel mondo: ti stuzzica l’idea?
“Dico sempre chi vivrà vedrà. Sicuramente c’è un ottimo rapporto con Harley, dove ho ritrovato anche alcuni amici: è un mondo amico per tanti motivi”.
1 di 2
Iscriviti alla newsletter
Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
Commenti
Loading

