Rivoluzione 2027: si va verso la separazione dei paddock per Moto2 e Moto3
Pubblicato il 15 settembre 2026, 09:54 (Aggiornato il 15 settembre 2026, 09:16)
In Formula 1, il paddock della categoria principale e quello riservato a Formula 2 e Formula 3 sono separati, con accessi diversi e pass diversificati che in alcuni casi garantiscono un tempo limitato in quello della F1 nel corso del weekend di gara. Uno scenario che se si pensa al Motomondiale sembra decisamente diverso visto che attualmente la Moto2 e la Moto3 sono parte integrante del paddock seppur con meno box a disposizione e in generale meno spazio rispetto alla MotoGP; eppure, a partire dal 2027 il trend dovrebbe diventare simile a quello delle quattro ruote. Secondo quanto appreso, le squadre sono già state informate del cambiamento che avverrà nella prossima annata, a partire dalla quale le classi propedeutiche verranno ospitate in strutture esterne o comunque separate dall’accesso alla pit lane. Una scelta in pieno stile Liberty Media, fatta chiaramente per strizzare l’occhio a ciò che accade nelle auto rendendo la top class la regina indiscussa sotto ogni punto di vista, anche se ciò potrebbe portare ad importanti conseguenze.
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Il rischio di un “effetto domino”
Negli ultimi anni lo spazio riservato a Moto2 e Moto3 è andato a rimpicciolirsi sempre di più, come dimostrato anche dalla cancellazione dei warm up la domenica mattina in favore della “Riders Parade” della MotoGP e dall’ormai costante presenza della quasi totalità dei team all’interno delle tende e non nei box. Questi dovrebbero essere ingranditi per i team della MotoGP per invitare gli ospiti, altro aspetto “preso” dalla Formula 1 il cui paddock è sempre più ricco di personalità esterne al motociclismo ma in grado di portare – almeno teoricamente – ulteriore pubblico in circuito e davanti alla TV, ma a farne le spese saranno quindi ancora una volta le altre categorie, il cui rischio è che perdano ancora interesse diventando sempre più di nicchia scatenando un “effetto domino” salvo rare eccezioni in tracciato dove non sarà possibile separare i due paddock.
Non essere più all’interno del paddock significa avere meno visibilità e, di conseguenza, per i team potrebbe diventare sempre più complesso convincere gli sponsor ad investire su di loro, ritrovandosi così con un budget esiguo e l’obbligo o quasi di ingaggiare piloti paganti – di nuovo, come spesso accade in Formula 2 e Formula 3... – abbassando il livello della competizione senza favorire il talento. D’altronde, i piloti della Moto2 e della Moto3 sono quelli che un domani diventeranno i protagonisti della MotoGP e sarebbe assurdo rischiare di non avere i migliori talenti al mondo nella massima serie a due ruote.
Se non altro, per ora in Formula 1 queste scelte si stanno rivelando azzeccate per quel che riguarda l’incremento di pubblico e la speranza è che funzioni anche per la MotoGP, anche se qui le altre classi – già non più valide nel computo dei titoli mondiali visto che ora vengono conteggiati solo quelli ottenuti in top class – sono parte integrante del campionato e non un contorno presente solo in alcune gare: vedremo come andrà nel 2027, ma non bisogna dimenticarsi che per quanto abbiano aspetti in comune, quelli di auto e moto sono due mondi diversi.
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