Tutto quello che c’è da sapere sul RedBull Ring: l’analisi delle criticità per la MotoGP

Ecco tutto quello che c’è da sapere sul tracciato austriaco, dove nel fine settimana del 18-20 settembre si svolgerà il quindicesimo appuntamento del Motomondiale

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Marco PezzoniMarco Pezzoni

Pubblicato il 14 settembre 2026, 16:49

Con negli occhi un GP di San Marino tutt’altro che memorabile per i colori italiani e con Marquez tornato in testa alla classifica da che aveva 102 punti di ritardo dopo il Mugello, il paddock del Motomondiale prosegue la sua fase calda affrontando il quinto back-to-back della stagione.

 

Marc Marquez arriva al RedBull Ring, pista sulla quale non ha mai vinto, dopo aver fatto doppietta a Misano ed essersi preso la testa della classifica in coabitazione con Martin grazie al quinto posto del pilota Aprilia.

Non tutti sanno che…

Il primo Gran Premio d’Austria risale al 1955 ma non era valevole per il Mondiale, si disputava sul tratto di autostrada che collega Salisburgo a Vienna. Nel 1970 la gara si sposta su un circuito vero, il Salzburgring e dal 1971 entra a far parte del Motomondiale. Rimane in calendario fino al 1994, per poi spostarsi all’A1 Ring nel biennio 1996-1997. Dopo l’annuncio del 2014, il Gran Premio d’Austria ritorna nel 2016 sul RedBull Ring. Con l’edizione di quest’anno, sono 33 i Gran Premi disputati in Austria valevoli per il Mondiale, 22 sul Salzburgring e 9 sull’A1 Ring/RedBull Ring.

Storia, caratteristiche, incidenti e gare epiche avvenute al RedBull Ring

Come accennato poco fa, il Gran Premio d’Austria ha variato la sua sede sui due principali tracciati che l’Austria propone, il Salzburgring e l’Österreichring, oggi RedBull Ring. Con il Salzburgring che esce di scena dopo l’edizione non disputata del 1995, nel 1996 entra in scena il nuovo A1 Ring.

L'Österreichring è un tracciato permanente costruito nel 1969 espressamente per le competizioni. Lungo 5911 metri nella sua versione originaria, è un tracciato molto veloce e caratterizzato da un'altimetria condizionata dalla collocazione sul fianco di una collina. Dopo l’incidente fatale di Mark Donohue nel 1975, la prima curva del tracciato, la Hella-Licht viene modificata e trasformata in chicane portando la lunghezza a 5942 metri, ma rimaneva un difetto che si porta dietro tutt’oggi, la scarsità di vie di fuga.

Nel 1987 l’Österreichring viene abbandonato e l’anno successivo viene sottoposto a tre mesi di lavoro ed adeguamento: viene incrementata la larghezza e portata a 12 metri e la Bosch-Kurve viene ridisegnata totalmente. La lunghezza scende a 5852 metri.

L’A1 Ring “nasce” nel 1995 grazie all’architetto Hermann Tilke sfruttando quei lavori che non sono stati fatti nel 1988. La pista viene drasticamente accorciata e snaturata, la prima curva viene anticipata di parecchie decine di metri dando vita quindi ad un nuovo rettilineo parallelo a quello del tracciato precedente. La pista poi si sviluppa sul disegno originale, salvo le curve Bosch, più lenta, e Rindt, trasformata in doppia curva a gomito.

Nel 2004 RedBull rileva il tracciato denominandolo RedBull Ring. Nelle idee di Mateschitz c’era quella di aggiungere una estensione all’A1 Ring che comprendesse anche le vecchie parti dell’Osterreichring, creando quindi un circuito più lungo e tortuoso del precedente. Non se ne fece nulla per via delle proteste degli ambientalisti.

Il layout attuale del RedBull Ring vede la chicane di curva 2 che va a spezzare e rallentare il rettilineo che porta alla Remus, il tornante verso destra. Il tracciato ora misura 4.32 km, consta di 11 curve, 8 a destra e 3 a sinistra, ha una sede stradale di 13 metri ed il rettilineo più lungo è di 626 metri

Incidenti

Quando si parla di incidenti al RedBull Ring, uno solo è quello degno di nota, ovvero quello tra Zarco e Morbidelli del 2020 che per poco non coinvolgeva anche Rossi e Vinales.

16 agosto 2020, il Gran Premio d’Austria è la quinta tappa di 15 di una stagione decisa dal Covid e con gare doppie. La gara è appena partita, prima della curva Remus Zarco tampona Morbidelli, le moto dei due piloti piroettano per diversi metri e quella del francese passa vicinissima a Valentino Rossi e Maverick Vinales.

Gare epiche e sorpassi clamorosi

Il RedBull Ring, da quando è rientrato in calendario, è stato spesso teatro di gare memorabili e dai finali mai scontati. Nel 2016 la prima vittoria in MotoGP di Andrea Iannone, nel 2017 il duello all’ultima curva tra Dovizioso e Marquez, nel 2019 ancora Dovizioso con Marquez e sempre all’ultima curva.

14 agosto 2016. Il Gran Premio d’Austria è la prova numero 10 su 18 previste in quella stagione. Da quell’anno il RedBull Ring diventerà un feudo Ducati. A portare la prima vittoria è proprio Andrea Iannone con una gara capolavoro davanti al compagno di box Andrea Dovizioso

13 agosto 2017. Il Gran Premio d’Austria è la prova numero 11 su 18 previste in quella stagione. E’ l’anno del primo duello Dovizioso-Marquez per il titolo. Ducati arriva in Austria da favorita avendo vinto l’anno prima, ma Marquez ed Honda non si danno per vinti. La gara è tiratissima e si risolve soltanto all’ultima curva dell’ultimo giro quando Marc prova il sorpasso ma Dovi incrocia mandando a quel paese il pilota spagnolo.

11 agosto 2019. Il Gran Premio d’Austria è la prova numero 11 su 19 previste in quella stagione. La gara è ancora tiratissima, con Marquez e Dovi che si contendono la prima posizione scambiandosela più volte. All’ultimo giro si ripete la stessa scena già vista in altri contesti ma questa volta è Dovi ad attaccare all’ultima curva e vincere la gara.

Sorpasso clamoroso

Nell’edizione del 2022, quella con layout modificato per via della chicane alla curva 2, si è vista una manovra clamorosa di Fabio Quartararo su Jack Miller. Fabio allunga la staccata riuscendo a passare Miller all’interno della chicane, portandosi al secondo posto all’inseguimento di Bagnaia

I tratti caratteristici del circuito del Gran Premio d’Austria

Il RedBull Ring, pur avendo perso tutta la prima parte dell’Osterreichring in virtù della sicurezza, conserva comunque la sua caratteristica di essere un tracciato piuttosto veloce. 

I punti di staccata più difficili sono: Niki Lauda, la prima curva, si arriva lanciati dal rettilineo principale; chicane 2a-2b che spezza il rettilineo in salita; Remus, tornante secco verso destra; Schlossgold, la curva 4 in discesa.

I punti, invece, di sorpasso sono: Niki Lauda, sfruttando la scia della moto che precede; chicane 2a-2b, Quartararo insegna; Schlossgold, sfruttando l’accelerazione in uscita dalla Remus; Rindt e RedBull Mobile, le ultime due curve per l’attacco della disperazione all’ultimo giro.

Statistiche e record del Gran Premio d’Austria

Come abbiamo detto in precedenza, il Gran Premio si è disputato essenzialmente su due tracciati, il Salzburgring ed il RedBull Ring. Con quella di quest’anno sono 33 le edizioni del Gran Premio d’Austria del Motomondiale nonostante i suoi 52 anni di vita.

Il primo Gran Premio d’Austria valevole per il Mondiale risale al 1971 al Salzburgring con i successi di Jan De Vries in classe 50, Angel Nieto in 125, Silvio Grassetti in 250, Giacomo Agostini in 350 e 500 con la MV Agusta.

La prima edizione disputata sul RedBull Ring (A1 Ring) è del 1996 con successi di Ivan Goi in 125, Ralf Waldmann in 250 ed Alex Criville in 500

L’edizione dello scorso anno, invece, ha visto i successi di Angel Piqueras in Moto3, Diogo Moreira in Moto2 e Marc Marquez in MotoGP.

Per quanto riguarda la MotoGP, Pole 2025 di Marco Bezzecchi in 1’28”060. Resistono l’All Time Lap Record di Jorge Martin in 1’27”748 e il giro record in gara di Pecco Bagnaia in 1’29”519 entrambi del 2024

Per quanto riguarda la Moto2, Pole 2025 e All Time Lap Record sono di Manu Gonzalez in 1’32"779. Il nuovo giro record in gara è di David Alonso in 1’33”549

Per quanto riguarda la Moto3, Pole 2025 di Valentin Perrone in 1’39”938 con All Time Lap Record di Maximo Quiles in 1’39”639. Il nuovo giro record in gara è di Taiyo Furusato in 1’40”048

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