MotoGP, verso il Brasile: il legame viscerale tra Manuel Poggiali e Rio
Valentino Aggio
Pubblicato il 18 marzo 2026, 16:08
2003 e 2004: due vittorie diverse
Al primo anno di 250cc dopo aver fallito nella difesa del titolo nel 2001, Manuel Poggiali si è ritrovato tra le mani una Aprilia RSV 250 dalla rara competitività. Una moto che, anche tra le mani di un ventenne, era in grado di cose favolose. Il 2003, infatti, è stato un anno fantastico: tre vittorie nelle prime cinque gare ed una leadership mondiale salda. A Rio, però, Poggiali se l'è dovuta vedere con Toni Elias: lo spagnolo è fuggito nelle prime fasi di gara insieme al #54, coi due che si sono dati battaglia negli ultimi cinque giri. In fondo al rettilineo che porta alla curva Sul, all'ultimo passaggio, Elias ha resistito all'esterno con una staccata ben oltre le leggi della fisica. Risultato? Caduta e vittoria in solitaria per Poggiali, che giusto a Valencia ha festeggiato il titolo al primo anno nella categoria ai danni di Roberto Rolfo.

Ben diverso, invece, il successo del 2004. Da campione del mondo, Poggiali fin da subito non si è trovato col nuovo pacchetto tecnico della RSV 250. Dopo una prima parte di stagione in salita, Poggiali riesce a tornare alla specifica dell'anno precedente in occasione di Rio. Nonostante la pressione di un arrembante Daniel Pedrosa, il sammarinese torna sul gradino più alto del podio dopo ben dieci gare di digiuno, dal GP brasiliano di dodici mesi prima. “Se l'Aprilia c'è, Poggiali c'è” il suo commento dopo la gara. Un successo che sa di riscatto, nonché la sua ultima vittoria nel Motomondiale.
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