MotoGP, verso il Brasile: il legame viscerale tra Manuel Poggiali e Rio
Valentino Aggio
Pubblicato il 18 marzo 2026, 16:08
Goiania è pronta, più o meno, per il ritorno del Gran Premio del Brasile. Era da 22 anni che il Motomondiale non faceva tappa nella nazione Verde-oro, quando ancora si correva nel tracciato di Rio de Janeiro. Un posto speciale per alcuni, soprattutto per Manuel Poggiali: il sammarinese ha festeggiato il suo primo titolo mondiale nella “Terra del calcio” in 125cc, vincendo poi in due occasioni anche in 250cc.
2001: il mondo conosce Manuel Poggiali
Diciotto anni da poco compiuti ed un sogno nel cassetto: diventare campione del mondo. È una storia che accomuna tanti piloti, ma solo in pochi sono in grado di raggiungere quell'obiettivo. Manuel Poggiali ci è riuscito nel 2001, al suo terzo anno completo in 125cc ed al primo nel Gilera Racing Team. La missione, in quel caso era duplice: regalare a San Marino il primo alloro e far tornare Gilera sul tetto del mondo a ben 44 anni di distanza dal titolo di Libero Liberati nel 1957 in 500cc. Gli avversari di certo non mancavano, quando ancora 125cc e 250cc erano classi per lanciare nuovi talenti ma anche per le “vecchie volpi” della categoria. Era il caso di Yoichi Ui, nel pieno della sua maturità sportiva a 29 anni.

La stagione di Poggiali, però, è stata da pilota navigato: solo tre vittorie ma ben 11 podi che lo hanno portato in netto vantaggio all'ultima prova di Rio, dove gli sarebbe bastato un 13° posto per laurearsi campione del mondo. Le condizioni, però, non l'hanno aiutato: la pioggia ha reso la pista molto scivolosa e nelle prime fasi Poggiali ha subìto una forte chiusura dell'anteriore in frenata che ha rischiato di farlo cadere e, conseguentemente, gettare alle ortiche il titolo. Nonostante la vittoria di Ui, il 5° posto di Poggiali gli è valso il primo dei due titoli della carriera.
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