Un anno senza Christian, la sua eredità vive con lui

Pubblicato il 7 aprile 2026, 15:47
Gli ultimi giorni, per la squadra di Motosprint, sono stati particolari. Perché anche se si viaggia tra una gara e l’altra, tra un servizio e un’inchiesta, con le scadenze e le chiusure a scandire i tempi, esistono momenti più importanti. Gli ultimi giorni sono coincisi con la ricorrenza dolorosa del primo anno senza Christian Caramia, persona che con i suoi valori, il suo lavoro e i suoi sacrifici aveva saputo farsi apprezzare nell’ambiente del Motorsport. Giovedì scorso, un anno esatto da quel tragico avvenimento, tutti avevamo ben chiaro che data fosse: ognuno è differente, c’è chi l’ha vissuta in una maniera, chi in un’altra, chi ha voluto tenere per sé il ricordo, i pensieri e il dolore, chi ha contattato la famiglia di Christian temendo di commettere un errore, invece semplicemente portava un messaggio di vicinanza. E chi “ho visto qualche foto di Christian sui social”. Chi “lo sai che giorno è oggi?”… “Certo”. Christian Caramia è sempre con noi, il suo sguardo c’era anche nella notte dei Caschi d’Oro, quando è comparso sul maxischermo poiché i premi per i vincitori del Campionato Italiano Velocità sono stati dedicati alla sua memoria. Lui che l’ambiente del CIV lo frequentava con la stessa passione con cui si impegnava sulla Coppa Italia, o sulla MotoGP. O, per il Corriere dello Sport, sulla Formula 1 e sul WEC.
Per i Caschi d’Oro, la festa annuale di Motosprint, la famiglia di Christian, arrivata dalla Puglia, ha potuto toccare con mano quanto amore, affetto e rispetto ci fossero per lui. Durante la serata di cerimonia ma anche alla fine, quando la famiglia e la compagna sono stati al centro del cerchio spontaneo che si è formato sul palco, il nostro modo per abbracciarli. Il suo messaggio è rimasto tra tutti noi: il modo di fare qualcosa, la serietà nell’affrontare un argomento, la volontà di documentarsi. E se viviamo un giorno un po’ così, di quelli che capitano perché nessuno è un automa, forse dovremmo ripensare a chi prendeva il treno di notte dalla Puglia per arrivare sui circuiti, spinto da una passione enorme. Pareggiata dalla competenza. Il messaggio di Christian è stato su vari piani: quello professionale è portato avanti dalla redazione di Motosprint. Ma ce n’è anche uno più personale, perché c’era un Christian Caramia oltre la professione di giornalista che conoscevamo meno, ugualmente scrupoloso e appassionato. Era l’istruttore di guida che si batteva per la sicurezza e l’educazione stradale, tanto da condurre studi con l’IA per capire come contribuire a ridurre i rischi. Era l’uomo che nelle sue Martina Franca e Ceglie era ben conosciuto e che per questo è stato ricordato tante volte nel corso di quest’anno. E il suo esempio è stato al centro di cortei, manifestazioni, momenti atti a sensibilizzare: iniziative volute anche dalla sua famiglia e dai suoi cari. Perché quanto gli è accaduto, proprio sulla strada e senza alcuna responsabilità, non sia dimenticato. La sua eredità è anche con le “pillole di Christian” QUI riprese dalla stessa autoscuola in cui lavorava. Tutto questo, a cominciare dal suo esempio, non permetterà alla famiglia, a chi l’ha amato e apprezzato di riaverlo, per una giornata da trascorrere senza lavoro, per una ricerca della pizza migliore della zona o per una corsa da gustare e raccontare. Ma potrebbe aiutare qualcun altro.
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