Pirro e il V2 Future Champ Ducati Academy: "Sogniamo i nuovi Stoner, Lorenzo, Bagnaia, Marquez e... Michele"

Pubblicato il 28 novembre 2025, 14:26
Michele Pirro lavora da matti. Vietato pensare al trentanovenne originario di San Giovanni Rotondo quale "semplice" collaudatore della Desmosedici MotoGP e protagonista nel Campionato Italiano Velocità. No, il tester-pilota è impegnato su più versanti, tutti colorati di Rosso. Tramite il suo Garage 51, il pugliese pensa e realizza progetti interessanti, a guardare l'oggi e il domani. Recentemente lanciata e già apprezzata, la "V2 Future Champ Ducati Academy - Become the Next One" rimarca la stretta collaborazione ingaggiata da tempo assieme alla Casa bolognese:"Un Costruttore, un Marchio e una azienda che sento miei, al pari di una seconda famiglia" l'entusiasmo glielo si è sempre letto anche negli occhi, non solo a parole "devo molto a ogni persona con la quale ho lavorato, colleghi straordinari e conosciuti nell'eccellenza toccata dalle mie mani. Il mio obiettivo consiste nel fare in modo che i prossimi campioni del mondo marcati Borgo Panigale. Il progetto è ambizioso, mi rendo conto, ma ci credo: ecco perché invito a entrare in una serie in cui tutte le moto sono uguali, per medesime condizioni tecniche e possibilità. Vigerà la meritocrazia, il talento determinerà la differenza".
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Pirro multitasking: dopo il V4, ecco il V2
Ricordiamo anche l'interessante esordio del V4 Elite Cup, monomarca supportato dalla Ducati e firmato Garage 51: "Bello, molto bello" ancora Michele "ma parliamo di una cosa diversa. Con le 1000 vengono a correre gentlemen rider, amatori dalla buona manetta, nel solo scopo di provare divertimento in piena sicurezza, a bordo della fantastica quattro cilindri da usare al di fuori dei comuni track days. Con la bicilindrica, l'idea guarda avanti".
Pirro esplora qualche dettaglio: "Emergerà chi sa sfruttare le prorie qualità, nel lavoro condiviso col team. Questa Academy è un'opportunità concreta di crescita e la possibilità di guadagnarsi un posto nelle categorie superiori. Magari l'avessi avuto io tale opportunità quando ero un ragazzino che sognava il mondiale".
Michele e la carriera: da zero a cento, campione tra i campioni
Assieme a Michele è bello chiacchierare. La famiglia, la prole, i viaggi, le corse. Pirro conosce i sacrifici che il mestiere impone, avendoli vissuti tra tuta e la pelle: "Eccome se lo so" ride "infatti, quando entrai in Ducati, mi resi conto di aver fatto la scelta giusta. La mia carriera, dapprima variegata, si delineò. Malgrado i risultati della MotoGP fossero quasi a zero, ci credevo, ci credevamo. Abbiamo avuto ragione, dai".
Sviluppare la Desmosedici, prendersi cura della Panigale, provare, testare, gareggiare, cambiando paddock, gomme, freni, idioma e mentalità. Chi ha saputo farlo, oltre a lui? Pochi, forse nessuno: "C'era da scommetere dove nessuno aveva il coraggio di azzardare. O andava, o spaccava. Diciamola così: abbiamo spaccato le classifiche".
Oggi il pugliese è maturo, marito, papà e professionista a tutto tondo. Il progetto "V2 Future Champ Ducati Academy - Become the Next One" lo riporta indietro nel tempo, quando desiderava un percorso professionale e professionistico: "Sì, magari" nulla era disponibile, all'epoca "bisognava arrangiarsi e improvvisare, altro che connessioni con le aziende. Quindi, rimarco il concetto: io e la Ducati sogniamo i nuovi Casey Stoner,Jorge Lorenzo, Pecco Bagnaia e Marc Marquez. E, perché no, il nuovo Michele Pirro".
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