Niente “road race” per i piloti italiani, la FMI impone il divieto

La Federmoto italiana, dopo un incidente mortale dello scorso anno in una gara su strada, ha deciso di negare il nulla osta 

Niente “road race” per i piloti italiani, la FMI impone il divieto

Roberta Bogi PagniniRoberta Bogi Pagnini

Pubblicato il 3 gennaio 2018, 12:58

Il Tourist Trophy si sa è sempre stata una gara molto pericolosa e per il 2018 la FMI (Federazione motociclistica italiana) ha deciso di prendere una decisione drastica per ciò che riguarda la partecipazione dei piloti italiani: negherà il “nulla osta”.

LA SCELTA – Una decisione quella della FMI dettata sicuramente dal buonsenso , ma soprattutto dalla voglia di non ripetere l'ennessima tragedia che nel 2017 si è consumata alla Tandragree 100 che ha visto la morte del pilota italiano Dario Cecconi.
Un divieto quindi che non andrà a riguardare soltanto il Tourist Trophy, ma tutte le gare previste per il nuovo anno che si correranno su strada.

I RISVOLTI – Tra i piloti italiani erano già tre quelli che avevano annunciato di voler partecipare a questo tipo di gare: Alessandro Polita, Stefano Bonetti e Francesco Curinga che aveva l'obiettivo di partecipare al Manx TT, la gara riservata agli esordienti e amatori che si svolge sempre sull'Isola di Man in agosto.
Questi, dato che non avranno la licenza italiana per correre nel TT o nel Manx TT come avevano programmato, dovranno cercare un'altra licenza (di un altro paese) per avere ancora una speranza di partecipare.

CROAZIA TERRA AMICA – Dalle prime indiscrezioni sembra che i tre piloti potrebbero chiedere alla Croazia la famigerata licenza, anche se poi, per correre nel CIV (Campionato italiano di velocità) dovranno richiedere un ulteriore nulla osta da parte della Federazione Nazionale alla quale appartengono.

(foto Gianluca Domenicali)

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