Da Misano piloti obbligati ad onorare l’inno prima del via. Marquez: “Prima o poi esploderemo”

Gianmaria Rosati
Pubblicato il 14 settembre 2025, 09:26
Tra poche ora prenderà il via il GP di San Marino e delle Riviera di Rimini, e chi seguirà le fasi antecedenti allo spegnimento dei semafori potrà notare una sottile ma importante novità. Da questa gara infatti la MotoGP si allineerà – anche in questo aspetto – alla Formula 1 per quanto concerne la presenza dei piloti davanti alla griglia durante l’esecuzione dell’inno nazionale del paese ospitante.
Un protocollo che nelle quattro ruote è presente da oramai una decade, con tanto di multe salate per i piloti disobbedienti: un esempio recente è quello di Carlos Sainz, multato nell’aprile scorso per essere arrivato in ritardo durante l’esecuzione dell’inno giapponese a Suzuka. Il tutto nonostante le giustificazioni dello spagnolo, alle prese con problemi di stomaco comprovati da un dottore.
Il parere di Marquez
Anche la MotoGP multerà gli assenti o i ritardatari, con una sanzione base di 500 euro. Su questa novità si può essere più o meno d’accordo, così come sul fatto che sia stato fatto un altro passo verso la F1, ma di sicuro non tutti i piloti della MotoGP hanno accolto la notizia con positività.
Un esempio è Marc Marquez, l’attuale dominatore del campionato, che incalzato sul tema è stato conciso ma anche caustico. “Ci chiedono sempre di più – le sue parole – prima o poi esploderemo. Vedremo, di sicuro non decidiamo noi piloti queste cose”. Vedremo dopo la gara misanese quali saranno i pareri degli altri piloti.
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