Yamaha V4, Pavesio: “Abbiamo messo in discussione cose che sembravano intoccabili”

Pubblicato il 11 settembre 2025, 16:37
Dopo esser passata tra le mani di Augusto Fernandez e Andrea Dovizioso nelle ultime settimane in ripetute giornate di test sul circuito di Misano, proprio in riviera romagnola Yamaha ha svelato al mondo la propria M1 V4. Al termine della presentazione abbiamo parlato con Paolo Pavesio (Managing Director di Yamaha Motor Racing) sugli sviluppi della nuova moto e quali sono i piani di Yamaha.
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Pavesio: “Fernandez è il nostro quinto Factory Rider”
Essere a capo di un progetto come quello di questa moto e presentarlo al pubblico è un po’ come mostrare a tutti il proprio figlio.
“È una grande emozione non lo nego, non capitano spesso momenti così. Ho avuto la fortuna di trovarmi in questo ruolo in un momento di grande trasformazione. Cerco di dare una mano per far si che le persone abbiano quello che gli serve e che lavorino bene tutte insieme. La cosa che mi rende più orgoglioso è stata la reazione dell’azienda di mettere in discussione cose che sembravano intoccabili e non parlo solo del motore ma soprattutto del modo di lavorare. C’è più apertura a tutti gli asset che abbiamo in giro per il mondo, anche a partner esterni, cercando però di mantenere lo spirito Yamaha in tutti i nostri progetti”.
Farete diverse wildcard con questa moto entro fine stagione, che deadline vi siete dati per approvare del tutto la nuova moto?
“Entro Valencia dovremo avere un pacchetto di base e trovare anche quelle ulteriori sviluppi che faremo nell’inverno saranno definiti lì. Direi che ragionevolmente decideremo in quel momento anche se ci correremo l’anno prossimo, magari potrebbe arrivare anche prima la decisione ma è questione di dettagli. Questa moto dovrà darci le garanzie di essere più performante di quella che usiamo oggi che come ricordava Max Bartolini (Technical Director Yamaha Motor Racing) è una moto in grado di conquistare pole position, fare dei podi e sfiorare una vittoria. Quest’anno abbiamo trovato più performance rispetto agli ultimi anni. Quello che ci manca è qualcosa che permetta ai piloti di lottare in gara, la nostra essendo una moto unica rispetto a tutte le altre va guidata con delle linee che poi in gara è evidente che abbiano dei limiti almeno che non si riesca a prendere una buona posizione all’inizio e poi mantenerla come ha fatto Fabio a Barcellona”.
Prima della presentazione si parlava di maggiore potenza e velocità massima, mentre voi vi siete concentrati sul grip.
“La velocità massima è la conseguenza dell’accelerazione. Quello che parla di più del grip è Fabio ma è una cosa comune a tutti, una volta che avremo più grip e avremo più velocità è chiaro che poi passeremo a cercare più potenza che ovviamente non basta mai. Non siamo ancora al punto di arrivo”.
Avete Annunciato Augusto come vostro pilota-collaudatore anche per le prossime stagioni, avete mai preso in considerazione per lui anche la sella ufficiale in SBK?
“Onestamente no, lui si sente parte del progetto e io lo considero il nostro quinto Factory Rider. Lui è anche pilota sostituto anche se mi auguro che non serva mai perché vuol dire che qualche pilota non sta bene. Il prossimo anno farà le wildcard che il regolamento ci permette di fare e a me piace che lui si senta ancora pilota perché avevamo bisogno di uno esperto e veloce, sta imparando molto da Dovi e quindi era fondamentale in questo ruolo”.
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