GP Italia, Fernández: "Vincere in un momento così è fondamentale, non so cosa sarà del mio futuro"
Valentino Aggio
Pubblicato il 30 maggio 2026, 17:42
Stanco e dolorante, ma vincente. Raúl Fernández si presenta come se non avesse vinto la prima Sprint della sua carriera in MotoGP, tanto è il dolore allo stomaco che lo attanaglia da tutto il giorno. Eppure, non sembrerebbe: la prestazione fornita dal pilota Trackhouse è stata grandiosa, ma non mancano certo i dubbi sul suo futuro.
Fernández vince, ma la sella traballa: “Non posso sapere cosa succederà"
Da Phillip Island al Mugello: in Australia aveva vinto il primo GP di carriera in top class, mentre in Italia festeggia per la prima volta al sabato. Fernández spiega il suo stato d'animo al termine di una corsa difficile sotto ogni punto di vista. “Ho dolore allo stomaco: non ho mangiato molto da stamattina. Mi recherò dal medico per capire come recuperare in vista per domani. Quella di oggi non è una vittoria di un Gran Premio ma, nel momento in cui mi trovo, è molto importante. Oggi è stato tutto perfetto. Sento il supporto della squadra e della mia famiglia in questo momento difficile. Alla fine della gara mi sono emozionato: ho lavorato tanto senza che i risultati arrivassero”.
Nonostante ciò, il mercato è infiammato: Raúl Fernández potrebbe non riuscire a tenersi il posto in Trackhouse per la prossima stagione, dove Enea Bastianini sembra essere arrivato agli ultimi dettagli per correre nel team statunitense nel 2027. “Non posso parlare apertamente di quello che sta succedendo. Do sempre il massimo, senza pensare a cosa farò il prossimo anno. Ho avuto un incontro positivo con Justin Marks, ma non posso sapere cosa succederà”.
La gara: “Il team ha incoraggiato la scelta della Medium”
“Quando ho deciso di montare la Medium, tutti mi hanno sostenuto: è bellissimo avere questo supporto”. Il rapporto tra la squadra e lo spagnolo sembra essere ottimo, così come testimonia la fiducia che gli uomini Trackhouse hanno dato a Fernández in quella che è stata una scelta controcorrente prima che vincente. “L'ho scelta perché rende la moto più bilanciata - spiega -. Se è stata la scelta giusta? Abbiamo fatto primo e secondo, quindi direi di sì. Tutti avrebbero potuto sceglierla”.
Durante gli ultimi passaggi, però, Jorge Martín si è avvicinato pericolosamente al #25. “È vero: questo perché ho commesso una serie di errori. Stavo consumando troppo la gomma posteriore, così ho cambiato mappa durante il giro. Sono arrivato lungo sia alla 'Arrabbiata 2' che in curva 10. Ero al limite”.
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