GP Le Mans, Martin e il messaggio a Ducati: "Cosa devo fare di più?"

La doppietta dello spagnolo sancisce una volta di più il valore tecnico dell'attuale favorito al titolo 2024, che si candida per la sella ufficiale 

Francesco AllevatoFrancesco Allevato

Pubblicato il 12 maggio 2024, 18:36 (Aggiornato il 14 mag 2024 alle 11:03)

38 punti di vantaggio dopo 5 gare non si vedevano dalla stagione 2014, quando Marc Marquez andò in fuga per quello che al termine della stagione fu il suo secondo titolo di carriera. Un dato che serve ad identificare e a definire la consacrazione finale di Jorge Martin, cresciuto e ormai maturato sotto il profilo mentale nella gestione delle gare lunghe, ed abile ad affinare ancor maggiormente la sua già straripante velocità che l'ha subito contraddistinto sin da quando è approdato in top class. Il Martin versione 2024 rappresenta probabilmente la miglior versione dello stesso, capace di stanare l'intensa concorrenza del due volte campione del mondo Pecco Bagnaia, oltre che l'esuberanza di Marc Marquez. Tre Sprint, due pole position, due vittorie nelle gare lunghe e tre podi; un rullino di marcia impressionante che evidenzia tutta la pericolosità tecnica del madrileno, chiaramente intento a cercare la fuga iridata.   

MotoGP, prima Martin e poi Marquez: Bagnaia beffato in Francia

La miglior versione di Jorge Martin spaventa la coppia Bagnaia-Marquez

L'aver avuto la meglio sul binomio Marquez-Bagnaia impreziosisce, e non di poco, il risultato del pilota Pramac, che al termine della corsa ai microfoni di Sky Sport, ha ribadito in maniera velata ma incisiva le proprie ambizioni in vista del 2025, sentendosi di meritare in maniera netta, la sella ufficiale Ducati in vista del prossimo anno. "Bisogna avere una testa sempre ben concetrata sul proprio lavoro, senza pensare ad altro. Ogni anno sono più forte dell'anno precedente. Io non corro pensando a cosa diranno o penseranno le altre persone, sono cose che non posso controllare; certo,devo ammettere che ogni tanto penso a cosa devo fare di più ancora. Se qualcuno vuole vedere, vedrà. Non dobbiamo dimostrare niente a nessuno; sicuramente è stato un week-end perfetto, dobbiamo correre solo per noi stessi cercando di far diventare Prima Pramac i numeri uno in griglia". Un messaggio deciso indirizzato alla Ducati basato su un'effettiva ed oggettiva prestazionalità che al momento non sta lasciando scampo nè al diretto rivale per la sella in questione, Enea Bastianini, nè al rivale principale per il titolo, Pecco Bagnaia.

Jorge Martin: "Bello battere Bagnaia e Marquez"

La prova di forza di Jorge Martin si basa su una strategia di gara pressochè perfetta, diretta ad imbrigliare Bagnaia seguendolo per buona parte di gara, per poi affondare il colpo: "Non ho fatto una bella partenza, Bagnaia mi ha subito sorpassato, però il passo era buono, vedevo che ci allontanavamo dal resto del gruppo, ero molto fiducioso. Ho deciso di rimanere alle spalle di Bagnaia perchè oggi con le temperature che c'erano era preferibile optare in questo modo".

Lo spagnolo ha poi concluso: "Ogni tanto ho pensato anche a terminare in seconda posizione, alla fine sarebbero stati punti importanti, però non potevo non provarci. Sono molto felice di aver battuto due campioni fortissimi come Bagnaia e Marquez, sono davvero contento. Era difficile compiere sorpassi oggi, Bagnaia era veloce in ingresso di curva, specialmente alla 3, mentre io ero più rapido nel guidato. Sapevo dove attaccarlo, l'ho studiato e ho fatto una gara intelligente".     

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