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SBK, Gerloff va redarguito, non condannato

© GPAgency

Come avrete visto o appreso, Garrett Gerloff e Toprak Razgatlioglu sono stati protagonisti di un contatto "fatale" nella prima curva del primo giro della seconda manche SBK di Assen. Leggendolo così, se non vi gira la testa, è già un miracolo. Meno effetti speciali, invece, per il turco: la caduta relativa lo ha estromesso dalla contesa.

L'americano, invece, ha continuato. Passivo di ride through, è poi scivolato. La domenica nera di Yamaha è stata salvata da Andrea Locatelli, ma come spiega la classifica, la rincorsa al titolo si fa ora più complicata per il numero 54 del team Pata with Brixx, formazione ufficiale con le più aggiornate R1 M.

Per il texano GRT sono arrivate critiche di ogni sorta. L'errore - le sue scuse nei confronti dell'avversario ci fanno comprendere come lui stesso riconosca il fallo commesso - è il terzo di questo tipo nel 2021 in atto. Nelle corse, quando si è tutti al limite, può capitare, sebbene i benpensanti (altro gioco di parole) pensino il contrario.

Leggete bene queste parole


Questo non è un articolo di difesa (nemmeno di attacco), in quanto non siamo avvocati né giudicanti. Andiamo per gradi: GG ha sbagliato ad Aragòn, andando lungo e costringendo Johnny Rea ad una manovra di salvataggio. Eravamo nel parco chiuso e, possiamo assicurarlo, le scuse del numero 31 nei confronti del sei volte iridato erano sincere.

L'alfiere GRT ha poi tamponato Michael Ruben Rinaldi, all'Estoril. Botta spaventosa, italiano abbattuto, statunitense a riconoscere come abbia avuto problemi o, perlomeno, fastidi in staccata. Senza scuse o alibi nei confronti della moto dell'avversario.

Poi, il brutto fatto di Assen, il terzo e più grave, perché a terra è finito colui che si stava - vedremo nei prossimi round se lo farà ancora - giocando il vertice della classifica Mondiale. Cioè Razga, compagno di marca, che non ha capito la manovra del rivale. 

Leggete ancora meglio


Se la Race Direction e la FIM decideranno di punire o sanzionare Gerloff, non valutiamo noi se sia giusto o meno. Idem se non dovessero farlo. Garrett ha sbagliato ad Assen, non tanto perché voleva il sorpasso decisivo, magari per il momento: su 21 tornate da completa (forse) l'attacco è arrivato troppo presto, poiché in un groviglio di moto difficile da sbrogliare. Però, possiamo capire il motivo della manovra.

Che è questo: l'americano era uno dei più veloci al Van Drenthe, probabilmente il più rapido del lotto SBK. Qualche difficoltà affrontata nelle prove e la caduta rimediata In Superpole, lo hanno costretto a risollevare un weekend che si era stortato. 

E lui lo ha fatto, basti guardare le rimonte compiute nella gara di sabato, da ultimo a sesto mica facile al TT Circuit, poi da ultimo ad ottavo nell'agitata e spaventosa Gara Sprint. Con un passo del genere, avrebbe potuto far sua la manche domenicale, ma è andata male. 

Se non ci prova lui, chi lo fa?


Spesso e volentieri, scrivete nei commenti Facebook e in mail poi riportate su Motosprint cartaceo che desiderate rivedere piloti purosangue, aggressivi, mai domi. Insomma, quelli che ci provano sempre e comunque. Ebbene, con GG avete tutto questo. Pensate anche quanto sia oggi più difficile effettuare sorpassi: stesse gomme, prestazioni simili, elettronica a compattare il tutto. Ogni manovra è al limite, a volte oltre. Altrimenti, si rimane dietro.

Ma non solo: conosciamo il texano e, ci mettiamo la mano sul fuoco, siamo sicuri di asserire quanto e come sia pulito, sportivo, onesto. Sempre positivo e sorridente, riconosce i meriti dei rivali e del suo team. E gli piace il motociclismo, così tanto da lasciare - da solo - casa e patria pur di venire in Europa.

Great Garrett Gerloff è forte ed ambizioso. Un corridore vero. Vi lamentate di sovente che la SBK offra poco personaggi, specificando come siano "fighette da selfie nel cesso". Bè, qui abbiamo il contrario. Un ragazzo spontaneo, che insegue il suo sogno. Se ha sbagliato, è giusto che venga punito. Ma non condannato.

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