All’inaugurazione della nuova sede Ducati a Roma, dove è stata presentata la nuova DesertX, era presente anche Tony Cairoli, la cui immagine è legata alla Casa bolognese dal 2023. Guardando la moto presentata il siciliano ha ammesso: “Non è il mio genere, ma ci ho fatto qualcosina in passato. Sono impaziente ora di provare questa nuova che sarà più leggera e più maneggevole con l’inserimento del link, sarà una grossa mano in off road”.
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Cairoli fa il suo pronostico MXGP2026
Cosa ti aspetti della stagione MXGP 2026?
“Sarà veramente interessante con tantissimi piloti che possono ambire alla vittoria di un Gran Premio. Guardando al mondiale si restringe un po’ il cerchio: Tim Gajser l’ho visto molto bene in sella alla Yamaha, Jeffrey Herlings lo sappiamo è uno che ‘martella’ sempre, Romain Febvre potrebbe fare bene, ma non lo vedo uno dei pretendenti alla vittoria. Una bella sorpresa la farà Kay de Wolf insieme a Coenen che sicuramente si confermerà uno dei pretendenti al titolo, ma non tirerei fuori dalla lotta anche Tom Vialle che guida molto bene. Dovrà solo abituarsi di nuovo al MXGP, dove le piste sono diverse rispetto a quelle in cui ha corso negli ultimi anni in America. Però l’ho visto bene”.
Che momento è questo per il motocross?
“A livello di interesse è buono: Ducati che è entrata nel mondiale, c’è Triumph, Beta è tornata da qualche anno. Ma il format è obsoleto ed è da rivedere, altrimenti si rischia di cadere in basso, anche pensando agli spettatori. Inoltre le piste vanno riviste”.
Quale consiglio dai sul format?
“Farei una manche il sabato e una la domenica secca. Anche per chi guarda da casa, così è molto più facile da seguire”.
Sulle piste invece qual è il tuo punto di vista?
“Quelle tradizionali non vanno più tanto: sono scomode da raggiungere, hanno pochi servizi e l’utente medio vuole comodità. Da un punto di vista sportivo sono le più belle, però non rendono, anche a livello di sicurezza sono rimaste un po’ indietro. Le moto di adesso hanno un’altra velocità. Serve più spazio, vie di fuga, serve anche un primo soccorso molto più organizzato”.
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