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Barcellona, Rossi sul 2027: “Diggia? C'è il rischio che ci lasci. Futuro VR46? Vogliamo un italiano"

© Luca Gorini

Presente sul tracciato di Barcellona per osservare i piloti del suo team e dell’Academy, Valentino Rossi ha avuto modo di parlare anche dei piloti che correranno nel 2027 con la sua squadra.

Molto bene Diggia che è in forma – esordisce Rossi a Sky – sta guidando questa Ducati versione 2026 molto bene, la interpreta bene a tal punto che tra una pista e l’altra cambiano poco, fanno un lavoro solo di messa a punto. Anche in pista, in frenata e in entrata è molto a posto, riesce a portare tanta velocità nelle curve. C’è da lavorare, è sempre dura perché sono tutti molto attaccati, in qualche decimo, però mi sembra molto veloce.”

Rossi tra la sfida Bezzecchi-Martin e i commenti sul venerdì

Valentino fa il punto della situazione dell’attuale leader iridato che ha in casa un avversario ostico come lo spagnolo. “Bezzecchi sta facendo una stagione incredibile, delle prime cinque gare lunghe tre le ha vinte e due volte è arrivato secondo, è in piena linea per giocarsi il Mondiale. A Le Mans Martin è andato molto forte, è stato più bravo di Bez ma comunque è un grande pilota, un campione del mondo della MotoGP, però anche lui oggi è in difficoltà e fuori dai 10. La costanza è difficile per tutti in questa MotoGP.”

Commentando il venerdì dice: “Diggia molto bene ma mi ha fatto una buonissima impressione anche Alex Marquez, parlando di Ducati. Le Honda non male ma manca un po’ di grip dietro, mi sembra che la moto si muova tanto. Mir è riuscito a fare un gran giro, era un po’ al limite, e poi ha fatto un bel giro anche Zarco, non sono male le Honda. Dal vivo si possono vedere tante cose, Barcellona è una pista bella anche da fuori. E’ impressionante come sono tutti attaccati, i dettagli fanno la differenza, qualche decimo può valere la pole o partire nono.”

Rossi tra le differenze con il 2025 ed il futuro del team VR46

Valentino ha potuto constatare un livello diverso della MotoGP 2026 rispetto al 2025. “Nelle prime 10 gare dell’anno scorso le Ducati erano nettamente superiori alle altre e c’era più differenza, quest’anno le moto vanno tutte simili e mi sembra che si siano messi tutti a posto con l’elettronica in apertura di gas soprattutto nelle curve lunghe. Adesso anche le altre moto sono molto più pulite, molto più dolci sotto, è come se le altre moto fossero arrivate al livello di elettronica che Ducati aveva raggiunto un po’ di tempo prima. Secondo me è per quello che sono tutti molto vicini, poi con le gomme nuove le differenze sono più piccole. In gara invece il passo decimo su decimo diventa più grande, però è bello vederli così tutti attaccati.

Sul futuro del team VR46 ammette: “Siamo tutti molto contenti del lavoro che abbiamo fatto fino a qui con Diggia, era a piedi quando abbiamo iniziato insieme e anno per anno siamo riusciti a crescere insieme, sta andando molto forte e per noi è una grande soddisfazione. C’è il rischio che vada via, ci dispiace, però siamo contenti dove siamo arrivati. Vogliamo tenere almeno un pilota italiano per l’anno prossimo perché il nostro team è sempre cresciuto con i piloti italiani e ci piacerebbe tenerlo. Ci sono diverse opzioni, diverse cose da capire, non c’è ancora nulla di ufficiale.”