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MotoGP: AAA cercasi Johann Zarco

© Luca Gorini

Chiamatela “maledizione da vittoria” ma dopo il clamoroso trionfo casalingo di Le Mans sfruttando le condizioni meteo, Johann Zarco è completamente sparito dai radar delle prime posizioni. A nulla è servito il secondo posto di Silverstone alle spalle di Bezzecchi, da quella gara sono arrivati quattro ritiri, ultimo dei quali in Ungheria, e tre arrivi a punti in gara lunga fuori dalla top 10. Nemmeno la vittoria a Suzuka ha aiutato Zarco ad uscire da questo loop di risultati negativi nei quali si è infilato.

La crescita del team ufficiale Honda dietro alla crisi di Zarco?

Guardando i risultati di Mir (è vero, è stato buttato in terra in alcune gare) e Marini (anche se Luca ha saltato tre gare per l’infortunio nei test di Suzuka di maggio) rispetto a Zarco post Silverstone è facilmente intuibile che dietro al calo del francese ci sia la crescita invece del team interno di HRC, forse “scottato” dal fatto che un pilota del suo team satellite (seppur con trattamento ufficiale) vada più veloce dei piloti factory.

Nonostante la sua moto sia praticamente identica a quella di Mir e Marini, è piuttosto evidente che Johann stia facendo molta fatica a reggere il confronto con i piloti factory, galvanizzati da una Honda sempre più in crescita grazie ai test effettuati sia in Europa con Aleix Espargarò che anche in Giappone con Taka Nakagami che hanno portato componenti nuovi in vista delle diverse gare della stagione.

E’ anche vero che Zarco è stato centrato incolpevolmente da Bastianini nella Sprint ungherese e nella gara lunga è volato via a 200 km/h mentre era davanti a Raul Fernandez, ma questo non cambia la sostanza delle cose, con il francese che dopo il doppio podio tra Le Mans e Silverstone ha raccolto appena 16 punti, 10 nelle gare lunghe e 6 nelle Sprint. Un po’ poco per chi aveva come obiettivo essere la migliore Honda in classifica. 

E lo è ancora dall’alto dei suoi 114 punti contro i 72 di Luca Marini e i 46 di Joan Mir, ma se continua con questo trend verrà facilmente superato dal #10 che ha dimostrato di avere una gran fiducia nei suoi mezzi e nella crescita della moto.