MISANO – Più della soddisfazione di Valentino Rossi e Jorge Lorenzo per il cambio di nuova generazione che ha debuttato sulle M1 ufficiali proprio in questa prima giornata di prove, va rimarcata la seconda fila di Aleix Espargarò: lo spagnolo e la sua ART (la CRT prodotta dall'Aprilia) si è inserito in quinta posizione ed è alle spalle dei piloti ufficiali della Honda e della Yamaha.
Il problema del primato tra i piloti CRT ormai non esiste più, ora l'obiettivo di Espargarò e della ART è quello di attaccare le MotoGP e la pista di Misano rappresenta una delle ultime possibilità. Ad Aragon, così come nelle tre trasferte extraeuropee, sarà più dura. Restano quindi Misano e Valencia, e Aleix sta dandosi da fare per sfruttare la pista romagnola che è stretta e così le MotoGP non possono distendere la loro potenza superiore. Detto questo, va detto che la prima uscita delle Yamaha dotate della nuova trasmissione – il cambio seamless – non ha cambiato molto la situazione in prova.
Secondo Valentino Rossi (che ha il terzo tempo e precede Jorge Lorenzo) «la differenza la si potrà vedere in gara perché con questo cambio la moto è più stabile in accelerazione, è più facile da guidare e quindi ci si può concentrare meglio sulla guida e sulle traiettorie».
Bisogna aspettare domenica, per fare certi discorsi. E prima c'è l'ostacolo delle prove: «Mi aspetto che domani il ritmo cali anche di mezzo secondo, quindi anche noi dobbiamo fare dei progressi» ha detto Valentino. Davanti ci sono i due della HRC: Marc Marquez ha il miglior tempo, Dani Pedrosa lo segue molto da vicino.
«Sta andando tutto bene – ha spiegato Marc – : sto trovando i punti di riferimento in questa pista e ci sono solo pochi punti, ad esempio le curve veloci, in cui devo migliorare ancora un po': vado troppo largo ed esco dalla delimitazione della pista». «Manca un po' il grip sul posteriore – ha detto Pedrosa – . Non è facile trovare il giusto livello di trazione e a questo punto è il lavoro che dovremo fare domani».
Anche Andrea Dovizioso denuncia la mancanza di grip di questo asfalto: «È come se l'asfalto fosse molto liscio. È una cosa strana, perché le condizioni cambiano anche dal turno della mattina a quello del pomeriggio; e poi si fa fatica a mandare in temperatura il lato sinistro della gomma, quindi nei primi giri bisogna stare molto attenti. Per domani non mi aspetto che chi è davanti oggi migliori tantissimo, perché questa pista è stretta e corta e quindi non credo che ci si possa inventare qualcosa d'altro; quanto a me, mi accontenterei di poter tenere il passo sotto l'1'35”: sarebbe già buono».
Andrea ha girato in 1'34” 901 ottenendo l'ottavo tempo. È alle spalle di Michele Pirro (1'34”889) che è stato il migliore dei ducatisti. Tra loro e Aleix Espargarò c'è Alvaro Bautista, che ha il sesto tempo. Invece per ora sembrano sottotono sia Stefan Bradl, che è nono, e Cal Crutchlow che ha il decimo tempo.
Infine va sottolineato che, a parte la grande prestazione di Aleix Espargarò, Danilo Petrucci ha messo la sua Ioda-BMW (con telaio Suter) in tredicesima posizione.
Enrico Borghi