Questo fine settimana, a Indianapolis, la MotoGPcomincia la sua seconda parte di campionato ma in Gran Bretagna l'ingaggio di Cal Crutchlow da parte della Ducati sta alimentando l'entusiasmo in vista della prossima stagione. La rivista inglese MCN ha raccolto alcune opinioni riguardo l'accordo (multimilionario) per il biennio 2014-2015, e uno dei più ottimisti appare Carl Fogarty. Se infatti Crutchlow si definisce «molto motivato» e considera con attenzione le difficoltà a cui andrà incontro, l'ex iridato della Superbike si mostra sicuro. Per questo si è già sbilanciato: «I piloti inglesi sono stati sempre molto forti con la Ducati», ha sentenziato, poi ha proseguito così: «Con Valentino non ha funzionato perché il suo cuore non è mai stato veramente con la Ducati, ma in ogni caso se lui non ce l'ha fatta non significa che non possa riuscirci Cal»; poi ha concluso: «Cal è più forte di Dovizioso, quindi credo che avrà un ottimo sostegno da parte dell'azienda». Questo lo si vedrà a suo tempo, intanto va rimarcato ciò che ha detto Crutchlow: «In Ducati hanno bisogno di me per dare più vigore a tutto l'ambiente: ho parlato a lungo con Claudio Domenicali, nonostante sia sempre molto impegnato, e ho apprezzato tutti gli sforzi che l'azienda ha fatto pur di avermi; spero un giorno di potarli ripagare».
Sono tutte frasi che si possono condividere come contestare, in ogni caso offrono spunti di riflessione.
Certo Fogartyappare fortemente legato ad un passato glorioso (la Superbike dei suoi tempi) che oggi sembra lontano; in secondo luogo si sta parlando di MotoGP, un campionato in cui sia la Honda che la Yamaha in questi ultimi 3 anni hanno allungato (dal punto di vista tecnico) in modo netto rispetto alla Ducati.
Quanto a Crutchlow, il ragazzo che con la Yamaha “satellite” del Team Tech3 è in grado di lottare regolarmente per il podio ha fornito questa spiegazione: «Lo so che è una sfida difficile, ma ogni sfida lo diventa nel momento in cui entri in un team ufficiale, perché a quel punto sei uno dei “Top 6” e tutti hanno grandi aspettative. È evidente che in questo momento la moto (la Ducati) è in maggiore difficoltà rispetto alle altre, ma io accetto questa sfida; so bene che solo Stoner è stato in grado di andare forte con regolarità, ma so anche che questa moto ha vinto delle gare anche prima che arrivasse Stoner con la sua guida particolare; Capirossi ci ha vinto, e anche Bayliss. Di sicuro questa moto deve cambiare a partire dalla fine di quest'anno, e credo che l'azienda sarà in grado di invertire la tendenza. Non vedo ragioni per cui non si possa arrivare ad essere competitivi. Ma a parte questo, la cosa che mi infonde tanta motivazione è che la Ducati è l'azienda che ha davvero dimostrato di volermi».
Riguardo la Yamaha, Cal non fa polemiche: «Io voglio diventare un pilota ufficiale e giocarmi le mie chance di vittoria, in Yamaha non c'era il posto che cercavo; se fossi rimasto nell'orbita Yamaha non avrei avuto alcuna garanzia neppure riguardo il materiale del 2015, perché loro vogliono tenere sia Jorge che Valentino. E poi, con i contratti già firmati sia con Bradley Smith che con Pol Espargarò, ad un certo punto ho realizzato che stavo trattando con una squadra (il Team Tech3) in cui in realtà non c'era posto. Diciamo che mi sono trovato nel posto sbagliato nel momento sbagliato».
Cal spera che la Ducati diventi il posto giusto. E i tifosi devono sperare che abbia ragione Fogarty.
Enrico Borghi