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La grande sfida di Crutchlow

Un solo accordo ha dato una bella sistemata al mercato piloti 2013. La griglia del 2014 è lungi dall'essere completata, certo, tuttavia con la firma sul contratto che lega Cal Crutchlow alla Ducati (per il biennio 2014-2015) Stefan Bradl mantiene il suo posto nel Team LCR Honda e considerando che la Yamaha ha annunciato ciò che tutti già sapevano da mesi – Pol Espargarò salirà in MotoGP con la M1 ufficiale nel Team Tech3 – le 12 MotoGP disponibili hanno tutte un pilota in vista del 2014.

Bisogna quindi osservare il movimento dei team che utilizzano le CRT, cioè le “production” di domani, per avere altre sorprese. Ad esempio, è rimasto fuori Nicky Hayden, che è stato sacrificato dalla Ducati per fare entrare Crutchlow, a sua volta sacrificato dalla Yamaha per fare posto ad Espargarò. L'americano vorrebbe restare in MotoGP, ma non sarà semplice. Quanto a Crutchlow, l'inglese ha scelto la sicurezza economica (3 milioni di euro in due anni, si dice) quindi una certezza per il futuro. E di questi tempi non è nemmeno da biasimare.

Certo è che con la Ducati certi risultati potrebbe essere costretto a dimenticarli: è sotto gli occhi di tutti l'attuale livello della Desmosedici, e non c'è nulla che faccia pensare che la situazione migliorerà a breve. Infatti non è ancora chiaro cosa l'Audi intenda realmente fare: il progetto Desmosedici è ormai arretrato in tutto – dal telaio al motore, passando per la gestione elettronica – e per uscire da queste sabbie mobili servono ingenti investimenti sia sul piano umano (cioè nuovi ingegneri) che finanziario (serviranno molti milioni per fare una moto nuova).

E l'Audi non si pronuncia. In più Crutchlow è dovuto tornare sui suoi passi riguardo la lunghezza del contratto: è stato evidentemente costretto ad accettare due anni (una scelta logica per la Casa, cioè la Ducati) ma così ha già perso il treno per la Suzuki. Crutchlow infatti voleva un contratto annuale proprio per questo, cioè per essere libero a fine 2014. È anche vero che non c'erano certezze nemmeno riguardo la Suzuki.

Alla fine della primavera c'erano stati dei colloqui, e si era formata anche una certa intesa, ma poi il vertice dell'azienda, in Giappone, ha deciso di posticipare il rientro al 2015 e così le trattative si sono fermate. E non è detto che sarebbero andate a buon fine, perché in vista del 2015 si libereranno tutti i top rider (che hanno i contratti in scadenza a fine 2014) e così la concorrenza diventerà molto forte. In ogni caso Crutchlow merita un contratto da pilota ufficiale, e quindi merita anche le attenzioni e il sostegno che riceverà nell'affrontare la sua nuova sfida con la Ducati. Anche perché ne avrà bisogno.

Enrico Borghi