Non è stato proprio un duello “Marquez VS De Puniet”, anche perché i due erano in condizioni tecniche del tutto differenti e hanno svolto un lavoro diverso, ma è bizzarro rilevare che in una pista così grande come quella di Aragon abbiano girato solo due piloti.
Nella giornata finale dei test programmati in Spagna dalla MotoGP se ne sono andati quasi tutti (cioè il team Yamaha, il Team LCR, il Team Gresini e infine Dani Pedrosa) e sono rimasti Marquez (con la sua squadra) e De Puniet 8 con la Suzuki). Randy De Puniet ha proseguito il lavoro di sviluppo del prototipo della Suzuki e piano piano, ora dopo ora, i tecnici hanno migliorato la situazione: la moto ha accusato problemi di gestione del freno motore, e anche di stabilità nel massimo angolo di piega.
Ma i distacchi si sono progressivamente ridotti (rispetto alle moto della concorrenza, che sono già bene a punto): dagli oltre 2 secondi di mercoledì, si è passati giovedì mattina a 2”, poi a 1”7, a fine giornata ad 1”: De Puniet (che nel complesso, oggi, ha percorso 79 giri) si è fermato a 1”49”530, con Marquez che ha girato in 1’48”496.
Non è niente male, considerando che la Suzuki è uscita dal Giappone per la prima volta.
Non solo: quella di Aragon è una delle piste preferite di Marquez, e il Team Suzuki è andato a confrontarsi con la Honda ufficiale. Marc Marquez ha provato la RC213V in versione 2014, ma così come aveva fatto il giorno prima il suo compagno, Dani Pedrosa, anche lui l’ha rimessa da parte dopo poco: Marc ha percorso solo 13 giri, il migliore dei quali in 1’49”141. Con la “sua” moto, cioè la versione attuale, ha girato in 1’48”496. Praticamente è lo stesso tempo di mercoledì (quando ha girato in 1’48”434) ma bisogna considerare che le condizioni della pista sono peggiorate: c’era meno grip.