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MotoGP: Lorenzo-Pedrosa, sfida all'alba

MOTEGI – Il clima è ottimo, c'è il sole e c'è caldo, alcuni top rider hanno problemi con i freni e c'è un'abbondanza di piloti che hanno un buon passo: siamo quindi alla vigilia di una gara ben più che interessante, un GP Giappone che merita l'alzataccia (si corre domani alle 7, ora italiana).

In pole c'è un Jorge Lorenzo autoritario e sicuro di sé, leader di classifica ma anche veloce e determinato sin dalle prove. Il maiorchino è stato l'unico ad abbattere il muro dell'1'45 (il suo 1'44”969 è il nuovo record di questo circuito) e poi ha parlato come uno che ha le idee chiare: «Le prove sono andate bene, cioè sempre meglio ogni giorno di più, quindi parto con il solo obiettivo di vincere. Se potrò cercherò di scappare via subito, se non mi sarà possibile vedrò che tattica adottare».

Per gli amanti delle statistiche questa è la pole numero 50 per il maiorchino. E ha solo 25 anni. Dani Pedrosa – secondo tempo – non è apparso intimorito: «In qualifica ho avuto problemi di chattering sull'anteriore, per il resto la moto va bene. Anche se con la gomma “soft” non era facile da gestire, in qualifica ho spinto forte per arrivare almeno in prima fila; qui è importante partire bene, per togliersi dai guai: bisogna stare attentissimi nelle prime tre curve, poi si vedrà che cosa inventare».

Va forte anche Cal Crutchlow, che ha completato la prima fila. Parlando della gara l'inglese si è allineato ai due spagnoli che prima di lui hanno detto: «Non siamo soli, vanno forte anche Cal, Andrea, Ben». Ebbene, Cal ha aggiunto: «Tenete d'occhio Andrea, certo, ma secondo me va forte anche Bradl».

Sono ottimi spunti per godersi la gara di domani. Andrea Dovizioso parte dalla seconda fila, col sesto tempo. È dietro Bautista e davanti a Casey Stoner. L'australiano, al rientro dopo l'operazione alla caviglia destra avvenuta in agosto, soffre: il piede fa male, lui in sella non può tenere la sua posizione abituale e così guida in modo poco naturale. Insomma, non è il Casey dei giorni migliori. Anche per queste sue condizioni ancora precarie l'australiano non dovrebbe inserirsi nella lotta per la vittoria, ma in ogni caso è già stata risolta la questione del possibile gioco di squadra in favore di Pedrosa (il suo compagno di squadra): «Non ho ricevuto ordini dalla Honda, e nemmeno voglio parlarne. Io corro per fare la mia gara, non voglio mettermi in mezzo a loro due».

Lorenzo e Dani non si sono mai parlati, né si sono degnati di un solo sguardo, durante la conferenza stampa post-qualifiche. Non c'è astio tra i due, ma ormai trapela la tensione. Del resto si stanno giocando il titolo, e poi siamo in Giappone. Siamo in casa della Honda (proprietaria del circuito) ma questo è anche il Paese della Yamaha; e cosa c'è di meglio, per gli uomini di Iwata, che vincere in casa della grande rivale?

Valentino Rossi ha il nono tempo, è distante un secondo. Rispetto al solito le cose vanno un po' meglio. O meno peggio. Anche il pesarese nelle prove ha sofferto il problema del surriscaldamento dei freni anteriori. La pista ha tanto grip, presenta staccate violentissime, con la “1000” è sorto un problema che con la “800” non c'era. Questo guaio l'hanno accusato anche Crutchlow, Dovizioso, Spies, Hayden. Può sembrare strano, ma ne sono rimasti esenti sia Dani che Jorge. Dunque dipende tanto da come si guida? Oppure dal peso del pilota? La spiegazione più divertente l'ha fornita Crutchlow: «Io di problemi coi freni ne ho avuti tanti; se Jorge dice che non ne ha, nonostante la sua velocità, allora c'è una sola spiegazione: forse lui non frena...».

Enrico Borghi