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Lorenzo contro Pedrosa inizia il match

ALCANIZ – È difficile fare previsioni per la gara. Cioè, è facile ipotizzare un duello tra Lorenzo (in pole) e Pedrosa (secondo, a soli 88 millesimi) ma per capire che gara sarà manca il documento più importante: l'analisi sul passo.

Questa volta il dato manca perché le prove si sono svolte per tre quarti sull'asfalto bagnato e nel turno asciutto – quello di qualificazione – i piloti hanno più che altro pensato al tempo, alla posizione in griglia, e non è stato possibile svolgere un lavoro di messa a punto adeguato. Anche in relazione alle gomme, naturalmente. Se la temperatura sarà bassa, se pioverà, bisognerà usare la “soft”, che è l'unica gomma provata da tutti.

Ma se ci sarà il sole – è possibile, ma non è sicuro – la “hard” rappresenterà una incognita perché nessuno l'ha provata adeguatamente. Quindi resta il warm up, cioè 20 minuti la domenica mattina, per fare qualche modifica agli assetti ma la sensazione è che il GP Aragon sarà una gara con tante incertezze e così potrebbe anche diventare una bella gara. Di certo sappiamo che Lorenzo e Pedrosa restano su di un altro livello, mentre la Ducati si mantiene al suo livello abituale: lontana, molto lontana, dalla vetta. Le modifiche provate a Misano non è che abbiano portato grandi vantaggi, almeno se si considerano i tempi.

Tra i piloti ufficiali – gli unici che stanno usando la nuova ciclistica – è difficile persino stabilire chi dei due abbia avuto i maggiori problemi, in ogni caso ci si avvicina alla gara con Valentino Rossi (ottavo, a un secondo e mezzo da Lorenzo) che ha problemi in accelerazione (la gomma posteriore scivola molto) e con Hayden (nono, a un secondo e sei decimi dalla vetta) che invece ha poco grip sull'anteriore. Eh sì, ci sarà da lavorare tanto nel box Ducati.

Con un misto di realismo e di sconforto bisogna sottolineare che Jonathan Rea, che ha affrontato appena la sua seconda qualifica in MotoGP (ma qui aveva già svolto due giorni di test a fine estate) è già davanti ai due ufficiali della Ducati. Segno che la Honda è avanti anni luce. Non è a posto nemmeno Andrea Dovizioso (ha l'ottavo tempo, a otto decimi dal vertice) quindi non è che per gli italiani ci sia da farsi troppe illusioni. Sono andati forte Cal Crutchlow (che è in prima fila col terzo tempo) e Ben Spies (quarto tempo, davanti a Bradl): potrebbero diventare loro due, i duellanti per il terzo gradino del podio.

Meteo permettendo, ovviamente. Eh sì, perché il maltempo ha rovinato il week-end di Aragon. Chi vive qui dice che da queste parti non pioveva addirittura da otto mesi, a proprio a partire da questo fine settimana la Spagna è entrata nell'autunno. La MotoGP dimostra, ancora una volta, il suo tempismo.

Enrico Borghi