Non emerge niente di nuovo dai test del lunedì. Dunque Jorge Lorenzo può continuare a guardare il futuro immediato con serenità. Lo ha detto Casey Stoner: «La muova moto non è quello che mi aspettavo, ci sono delle cose positive ma non risolve i nostri problemi» e questa è una pessima notizia per lui, ma un grande sollievo per Lorenzo. Stoner salva il motore, che sembra avere un certo potenziale, ma boccia il telaio. Invece Dani Pedrosa è più positivo. I due della HRC sono vicini, un decimo appena, ma lo spagnolo sembra più desideroso di impegnarsi per lo sviluppo: «Ho accolto sensazioni positive – ha detto Dani – . Speravo in un miglioramento, dopo i problemi che abbiamo avuto con l’aumento del peso dovuto al nuovo regolamento, il chattering e la nuova gomma anteriore, e abbiamo fatto un passo in avanti. Ci sono miglioramenti in ingresso curva, il freno motore è più progressivo e la moto è meno "scorbutica" quando chiudi il gas, e questo aiuta a curvare meglio. Ho fatto il mio miglior tempo con la moto che ho usato in gara, ma questo è normale perché la conosco bene. Con la nuova moto ho commesso un errore in un cambio marcia e ho sono caduto, così non ho potuto fare una sessione più lunga. Ma il feeling è positivo».
Per Lorenzo la Yamaha ha spedito in Europa la “solita” versione del motore che ancora non è stato usato in gara ma che gira per il mondo da mesi: venne provato in Malesia in inverno, poi nei test di Argon in giugno. In questa ultimissima versione è stata rivista la gestione elettronica, e i progressi sembrano esserci visto che il maiorchino ha dominato la giornata.
I pericoli per Lorenzo non stanno arrivando certo dalla Ducati. Che, con Valentino Rossi, è sempre là dove staziona da due anni: ad un secondo (come minimo) di distacco. Forse se il marchigiano avesse potuto lavorare anche nel pomeriggio, avrebbe potuto avvicinarsi (Hayden infatti ha chiuso a tre decimi da Lorenzo) ma non è stato possibile perché la Desmosedici del pesarese si è spenta all’improvviso mentre stava raggiungendo la staccata al Correntaio e Valentino è caduto (ma la velocità era bassa, non si è fatto nulla). Poi la moto è stata sottoposta a verifiche varie, ma di fatto il lavoro di Rossi è finito lì. Il motore “evoluzione” non si è visto. Il reparto corse ha rivisto la disposizione del motore e la distribuzione dei pesi, per ottenere un ciclistica che garantisca maggiore precisione in curva e una trazione migliore (per salvaguardare meglio la gomma) ma non sembra che siano stati ottenuti risultati di rilievo: i tempi parlano da soli… Il motore evoluzione non era ancora pronto, ma da oggi e fino a giovedì la Ducati è asserragliata al Mugello (prove private) e in questo periodo di tempo si cercherà di capire se convenga spedirlo in California dove il 29 luglio si correrà a Laguna Seca.
I non ufficiali hanno lavorato per le messa a punto, svolgendo un tipo di lavoro (molto importante) che di solito non è possibile svolgere durante il week-end della gara. «Abbiamo migliorato la moto in frenata e in inserimento – ha detto Andrea Dovizioso – . Penso e spero che questi progressi possano darmi una mano a Laguna Seca». Alvaro Bautista ha lavorato con profitto con i tecnici della Showa, per una migliore messa a punto delle sospensioni. Anche Stefan Bradl si è detto soddisfatto: «Abbiamo cercato di ridurre il nostro punto debole, l’accelerazione, lavorando sulle sospensioni e la distribuzione dei pesi, le geometrie. La moto ad un certo punto mi è sembrata più stabile, prima saltava troppo ed era nervosa soprattutto in uscita di curva. Abbiamo anche migliorato il tempo sul giro con le gomme usate e anche l’anteriore risponde meglio dandomi la possibilità di guidare con meno sforzo».
e.b.