JEREZ – In Andalusia è tornato l'inverno, e forse è per questo che Valentino Rossi e la Ducati si sono messi ad andare forte: le condizioni in cui l'asfalto si è presentato ai piloti nel secondo turno – umido, cioè non asciutto e non bagnato – sono le migliori possibili per la Ducati di oggi, cioè per questa moto. È piovuto per tutta la mattina, fino a pochi minuti prima che le MotoGP entrassero in pista, e la Ducati ha sfruttato bene l'occasione: «in queste condizioni questa moto va meglio del solito, io ho maggiore feeling e infatti è andata meglio», come ha confermato anche Valentino. Che ha il secondo miglior tempo: davanti a lui c'è solo Dani Pedrosa (che ha inflitto quasi sette decimi al pesarese) e dietro ci sono tutti gli altri, compresi Jorge Lorenzo (terzo) e Casey Stoner (quarto). Vedremo strada facendo, cioè da domani a domenica, come evolverà il meteo e come reagiranno gli avversari. È chiaro che nessuno crede, almeno per ora, che questa sia la graduatoria reale. O meglio: Pedrosa in testa è comprensibile, Valentino secondo è meno credibile. Ma la domanda del giorno è questa: perché la Ducati se la pista è bagnata va meglio rispetto a quando è asciutta? La risposta di Valentino è stata un po' contorta: «Non so spiegarlo, però è vero che io in queste condizioni sono più preciso in frenata ed entro meglio in curva. Secondo me il motivo è lo stesso che diventa anche la causa per la situazione opposta». Tradotto, significa che in quella moto c'è qualcosa di inspiegabile. Il che, francamente, è un po' inquietante.
La pioggia e il vento hanno rovinato la prima giornata di prove del Gran Premio di Spagna, ma questa volta non ci sono volti preoccupati in giro: i team, qui, un mese fa hanno svolto tre giorni di prove e così in caso di ritorno del sole basterà applicare le regolazioni memorizzate nei computer. Però domenica potrebbe piovere (anche per domani è prevista pioggia fino al primo pomeriggio) e in fondo è quello in cui spera Valentino: «A questo punto, visto che anche la moto nuova va molto bene sul bagnato, è meglio che piova. Anzi, spero che piova fino a Valencia!».
Le condizioni molto particolari – la pista prima era bagnata, poi piano piano si è asciugata ma mai del tutto – hanno messo in difficoltà Jorge Lorenzo: «la parte centrale della gomma si deteriora molto in fretta, dopo pochi giri siamo già in difficoltà. Per domenica il nostro lavoro consiste nel trovare una messa a punto che mi permetta di conservare di più la gomma posteriore».
Sul fronte Honda, Pedrosa se l'è cavata meglio rispetto a Stoner. «Rispetto alla gara del Qatar la moto si è rivelata subito migliore come gestione elettronica – ha spiegato Dani – . Io ho un buon feeling, però queste condizioni non mi piacciono molto e spero che già da domani tutto sia più chiaro anche come scelta della gomma e soprattutto riguardo il modo in cui si degrada: è importante fare delle buone qualifiche, poi per la gara vedremo». Stoner invece ha detto: «Le condizioni cambiavano continuamente, abbiamo lavorato per cercare maggiore grip sul posteriore ma quando sono uscito per cercare un buon tempo la pista è cambiata di nuovo. Questa è stata la classica giornata in cui provare serve a poco. Riguardo il braccio, è difficile valutare perché sul bagnato non lavora tanto e quindi non è sollecitato come sull’asciutto».
Enrico Borghi