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La moto è ai piedi di Stoner

Casey Stoner è tornato sulla 1000 (vi aveva corso già nel 2006, ed era sempre un a Honda) e ha confermato che questo è il suo momento. Nel 2008, al debutto stagionale con il numero uno, non diede la stessa sensazione che ha fornito adesso: sembra avere raggiunto la maturità agonistica, perché gestisce meglio il suo lavoro, si agita meno, parla da leader. Quale lui, del resto, ormai è.
Ma la vera impressione l'ha fatta lungo la pista: faceva già paura con la 800, ma con la "mille" sembra ulteriormente a suo agio. La maggiore potenza, e la coppia più possente, sono ideali per la sua guida. E se le gare confermeranno questa sensazione, non ce ne sarà per nessuno nemmeno quest'anno.

Stoner è stato l'unico a scendere sotto il muro dei due minuti, e l'ha fatto nonostante il problema del chattering, uno alla schiena (ha due vertebre che si sono avvicinate) e Adriana a 10.000 km casa in attesa del parto. Se fosse stato in forma, con la moto a posto e la testa sgombra, cosa ci avrebbe fatto vedere?! Lasciando Sepang, la domanda di tutti è stata questa: nella prossima sessione, a fine mese, Casey ci regalerà quel giro che tutti ormai ci aspettiamo, cioè quell'1'59" basso che oggi sembra poter realizzare solo lui?
Per fine febbraio la Honda dovrebbe essere migliorata, la schiena di Casey anche, e soprattutto dovrebbe essere diventato padre (la bimba è attesa per metà mese).

Enzo Ferrari diceva che per ogni figlio un pilota perde un secondo al giro. Ma nessuno pensa che sia vero, almeno se ci si riferisce a uno come Casey Stoner.

Enrico Borghi