Hai notato progressi rilevanti?
«La nuova ciclistica è un’altra cosa. La moto migliora in ogni condizione. Ma io parlo per me, nel senso che quest’anno non ho corso con lo stesso telaio degli ufficiali. Per loro il salto è stato meno evidente, invece per me lo è. Il nuovo telaio garantisce più grip».
Hai cominciato a lavorare con Jorge?
«Sì, ci siamo scambiati opinioni e dati. È stato bello anche parlare con gli ingegneri, per lo sviluppo della moto. Per me questa due giorni di test è servita anche a prendere contatto con la mia nuova squadra e con gli ingegneri giapponesi. Abbiamo parlato della ciclistica, però, perché per me il nuovo motore arriverà solo in febbraio».
Jorge dice che serve più potenza.
«Sì, lo penso anche io. Ma sottolineo, di nuovo, che il mio riferimento è il motore “satellite”. In ogni caso, spero anche io che il motore 2011 abbia più cavalli e maggiore accelerazione».
Nel box Yamaha è rimasto il muro.
«Non è una cosa negativa, aiuta i piloti a preservare la propria tranquillità. Il muro non vuole dire divisione: noi condivideremo sempre i dati della moto, ed è questo che conta».