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Che fine ha fatto: Shin’ya Nakano

© Milagro

Oggi è istruttore di guida in Giappone, test rider ed opinionista per un giornale del suo paese ed ha aperto una scuola di pilotaggio/team per trovare nuovi piloti da mandare sia al campionato nazionale che ai vari Mondiali, ma non disdegna ogni tanto di rimettersi tuta e casco per fare qualche giro in pista.

Shin’ya Nakano ha fatto quasi tutta la trafila del Motomondiale per poi arrivare, nel suo ultimo anno di carriera agonistica, in Superbike con l’Aprilia RSV4 al fianco di Max Biaggi. Stagione purtroppo non conclusa per un infortunio patito in Germania. 

Gli inizi


Nato a Chiba il 10 ottobre 1977, il giovane Nakano ha fatto tutta la trafila nel campionato nazionale, vincendolo nel 1998 per poi approdare al Motomondiale nello stesso anno.

Il Motomondiale – 250


La vittoria del titolo nazionale 1998 classe 250 apre le porte del Motomondiale di categoria a Nakano. Si presenta sulla pista di casa di Suzuka in qualità di wild card con la Yamaha TZM del team BP Racing e coglie subito il secondo posto, seguito poi da un quarto posto in Australia, penultima gara stagionale.

A fine ’98 viene ingaggiato dal team Tech3 di Hervè Poncharal per disputare la stagione 1999.

La stagione inizia con il botto: podio in Malesia nella gara inaugurale e prima vittoria in carriera in Giappone. Coglie altri tre podi e chiude la stagione al quarto posto con 207 punti.

Nel 2000 è confermato nel team Tech3 ed ha la concreta possibilità di giocarsi il titolo. L’avversario principale è il compagno di box Olivier Jacque. 5 vittorie e 12 podi complessivi non bastano però al giapponese per centrare il titolo. Titolo che finisce nelle mani del francese all’ultima gara stagionale.

Il Motomondiale – 500/MotoGP


A fine 2000 il team Tech3 si trasferisce in blocco in Top Class per il 2001, ultimo anno di vita della 500. Nella stagione di debutto, Nakano coglie il podio in Germania e chiude al quinto posto con 155 punti.

Con l’avvento delle 4T nel 2002, il team Tech3 prosegue per metà stagione con le Yamaha YZR500. Coglie solamente 68 punti per l’11^ posizione finale, frutto di un quinto posto come miglior risultato in gara.

Nel 2003 è ancora in Yamaha con la M1. Stagione migliore di quella precedente, completa tutte le gare tranne l’ultima di Valencia e chiude al 10° posto con 101 punti e due quinti posti come miglior risultato in gara. A fine stagione lascia la Yamaha Tech3 per accasarsi in Kawasaki.

L’highlight della stagione 2004 di Nakano non è tanto il podio in Giappone, primo in carriera in MotoGP, quanto il volo pazzesco sul rettilineo del Mugello per colpa dell’esplosione dello pneumatico posteriore ai 330 km/h a 100 metri dalla staccata della San Donato. Incidente dal quale ne esce solo con qualche graffio. Chiude la stagione al 10° posto con 83 punti.

Mugello 2004: quando Shinya Nakano volò a 300 all'ora

Nel 2005 è ancora in Kawasaki. Ancora 10° a fine stagione, questa volta con 98 punti e la quinta posizione a Jerez come miglior risultato in gara.

Per il 2006 gli affiancano Randy De Puniet. Fino ad Assen, dove coglie il secondo podio in MotoGP, la stagione non è male, nonostante l’onta della squalifica a Barcellona. La seconda parte di stagione è invece disastrosa con sole 4 gare completate su 9. In totale completate 11 su 17 per un 14° posto finale con 92 punti. A fine 2006 passa al team Konica Minolta Honda per il 2007

Nel 2007, con la Honda RC212V 800, raccoglie la miseria di 47 punti (tre volte decimo) per una mesta 17^ posizione finale. A fine stagione si trasferisce nel team Gresini Honda al fianco di Alex De Angelis.

La stagione 2008, ultima della sua carriera nel Motomondiale, è decisamente migliore della precedente. Va a punti in tutte le gare, tranne quella di Indianapolis, e termina al nono posto in campionato con 126 punti ed un quarto posto a Brno come miglior risultato in gara.

Chiude la carriera nel Motomondiale con 6 vittorie, 21 podi, 5 pole, 1282 punti in 167 gare disputate.

La Superbike


A fine 2008 firma per il team Aprilia Racing al fianco di Max Biaggi per la stagione 2009 del Mondiale Superbike che sancisce il ritorno della Casa di Noale tra le derivate di serie.

Coglie un quarto posto a Losail in gara-1 come miglior risultato nella prima parte di stagione.

A Valencia non parte per via della frattura alla clavicola rimediata cadendo sull’olio perso dalla propria moto, rientra per l’appuntamento di Assen. Ritiro in gara-1 e non partito per gara-2.

La stagione del giapponese prosegue tra alti e bassi fino alla fatidica gara del Nurburgring dove un torcicollo gli provoca la lesione di un tendine del collo nello sforzo di portare a termine gara-1.

Risultato? Shin’ya per via di questo infortunio terminerà anzitempo la sua stagione annunciando, dopo Portimao, il ritiro irrevocabile dalle corse. Nemmeno l’essere volato in Giappone per provare a risolvere il suo problema fisico gli ha fatto cambiare idea.

Nakano si è ritirato a soli 32 anni, un ragazzino considerate le età dei suoi avversari dell’epoca in Superbike Biaggi, Checa, Corser ed il connazionale Haga.

L’addio di Nakano alle corse