SEPANG – Ha spinto così tanto, Jorge Lorenzo, per battere Dani Pedrosa nel turno di qualifica (è una mossa importante per il morale, questa) da avere anche battuto il record della pista.
Ma 2'00”334 è il giro record ufficiale, non è il giro più veloce mai fatto registrare su questo tracciato: nei test invernali (considerati prove private, quindi non c'è ufficialità) Stoner ha fatto registrare 1'59”605. Un tempo stratosferico che è, questo sì, il giro più veloce mai effettuato da una moto su questo circuito. Comunque questo non conta nulla per le sorti del GP Malesia che rappresenta il primo dei “mach ball” per Jorge Lorenzo: il maiorchino ha la possibilità di diventare campione.
E non sarà facile. Bisogna che Pedrosa incappi in una giornata disastrosa, ovviamente, ma tutto è possibile. Dani non è ancora a posto con la moto: «Il chattering è ancora molto fastidioso» ha detto infatti dopo le prove, quindi Lorenzo ha davanti a sé una grande occasione. Almeno, ha l'occasione di vincere e di spezzare così il ritmo di Pedrosa, che ha vinto le ultime due gare.
Casey Stoner sta diventando ogni giorno più forte, ma in gara la sua condizione fisica potrebbe risultare non ancora ottimale. Anche perché siamo in Malesia, qui il caldo è protagonista assoluto. Va detto però che la MotoGP è stata fortunata, questa volta, nel trovare cieli costantemente coperti dalle nuvole. In questo modo il caldo è meno forte. Siamo intorno ai 32 gradi nell'aria e ai 38 gradi sull'asfalto. Roba da poco, se si considera che in febbraio (quando si viene a provare) si sfiorano i 40 gradi nell'aria e i 60 sulla pista.
Dovrebbe piovere, domani, nel momento della gara. Così almeno dice il meteo. Ma adesso siamo nella stagione dei monsoni e i nubifragi sono all'ordine del giorno. Anche questo potrebbe influire sulla gara. Bisogna sostenere Andrea Dovizioso: è in prima fila, con il terzo tempo, Sepang è una delle piste che lui ama di più: domani punterà almeno al podio, speriamo arrivi qualcosa di più.
C'è poco da illudersi invece per Valentino Rossi. Le sue prove sono state disastrose, il suo tempo è inferiore di un secondo e mezzo da quello di Lorenzo. Il pesarese è stato undicesimo, e se non fosse per il quattordicesimo tempo di Karel Abraham adesso Valentino sarebbe l'ultimo delle MotoGP.
Valentino ha inflitto un secondo di distacco alla ART di Aleix Espargaro (dodicesimo e migliore dei piloti con la CRT) ma questa era una delle piste in cui Valentino non aveva rivali: e i suoi avversari erano ben altri. «La moto ha avuto molto chattering, con la gomma morbida poi i problemi sono peggiorati. E così siamo abbastanza indietro» ha detto lui.
Non c'è molto altro da aggiungere. Il GP Malesia merita grande attenzione perché potrebbero essere assegnati addirittura due titoli: quelli della Moto3 e della Moto2. Con Vinales che venerdì mattina ha perso la testa, ha litigato con la sua squadra ed è rientrato in Spagna, Sandro Cortese ha il titolo della Moto3 in tasca. In Moto2 Marc Marquez dovrà stare davanti a Pol Espargaro, indipendentemente dalla posizione dei due, e sarà campione. Ma questa è un'impresa meno semplice rispetto a quella di Cortese: Pol qui va molto forte (non a caso la pole è sua, Marc ha il terzo tempo) e di sicuro venderà cara la pelle.
Enrico Borghi
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