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Tutti a Motegi. La resa dei piloti

Anche le ultime resistenze sono state debellate. Il GP Giappone dovrebbe corrersi con gli schieramenti completi. Gli ultimi ribelli sono stati domati: l’intera formazione Ducati – incluso Valentino Rossi – andrà a Motegi.

Si chiude, di fatto, la lunga – e infruttuosa – battaglia che i piloti avevano iniziato a sostenere nel maggio scorso, quando cominciarono a contestare la decisione di mantenere in calendario la gara giapponese.

Il problema è noto: il circuito si trova ad un centinaio di chilometri in linea d’aria dalla centrale di Fukushima, che emette radiazioni dall’11 marzo scorso e che non è stata ancora messa in sicurezza.

Rossi (con Simoncelli e Lorenzo) era uno degli irriducibili: fino ad Indianapolis ha continuato a tenere duro. Ma alla vigilia della gara di Misano la Ducati ha ricevuto i risultati di una ricerca che lei stessa ha finanziato; addirittura tutti i componenti della squadra, e delle squadre “satellite”, sono stati convocati per ascoltare la relazione. I dati confermano quanto precedentemente rilevato dalle ricerche dell’ARPA.

Così anche la Ducati ha preso la decisione di partecipare alla gara. Ma non devono essere tutti sereni, se proprio in Ducati hanno deciso di utilizzare solo cibo e acqua d’importazione. E per aggirare il divieto del governo nipponico di introdurre cibo nel Paese, hanno deciso di avvalersi dei prodotti regolarmente importati dalle aziende italiane dell’alimentazione.

Prima di chiudere definitivamente l’argomento, meritano di essere riportate le parole di Marco Simoncelli: «Nel paddock siamo 2000 persone, e tutti abbiamo paura di Motegi». Eppure, ci si andrà.

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