l’ennesima tripletta ha salutato le derivate di serie con il titolo e 52
manche conquistate, le stesse del mito Troy Bayliss. Ma è stata l’ultima
anche per la Pirelli, dopo 23 stagioni da fornitore unico dei pneumatici
(il gommista milanese andrà in MotoGP), nonché per Alvaro Bautista e per
un Danilo Petrucci che potrebbe essere vicino al ritiro.
Jerez ha assegnato gli ultimi due titoli per le derivate di serie.
Polemico l’epilogo della Sportbike, il cui primo campione è Xavi Artigas:
il catalano della Kawasaki ha sorpassato David Salvador, finito a terra in
Gara 1 a causa di una sciagurata entrata di Carter Thompson.
Maria Herrera si è confermata regina del Mondiale femminile, nella tappa
che ha premiato Paola Ramos, capace di vincere entrambe le manche.
Titoli assegnati anche a Misano per il MotoJunior, che ha premiato
soprattutto il Team Aspar, con Carlos Cano campione nel mondiale Junior e
Alvaro Lucas trionfatore nella Moto4. Quest’ultima categoria ha registrato
in gara il successo per distacco di Lorenzo Pritelli, vice campione
europeo. L’ultimo alloro è andato a Lorenzo Fellon, campione della Stock.
Kyle Ryde ha difeso il titolo nel BSB: nella finale di Brands Hatch, al
ducatista sono bastati due secondi posti per mantenere il primato di
fronte al rientro di Scott Redding, vincitore di due manche. La terza gara
è andata invece a Ryan Vickers.
L’Italia ha confermato il predominio nell’Enduro, ripetendo alla Sei
Giorni in Portogallo i successi di 12 mesi fa nel Trofeo Mondiale e nel
Vaso d’Argento. Nel primo caso, Andrea Verona ha trascinato il quartetto
azzurro, tanto che il veneto è stato il migliore nella classifica assoluta
individuale. Nel Trofeo Junior, invece, l’Italia ha saputo superare gli
effetti dei problemi fisici di Kevin Cristino. La classifica Women è
andata invece alle statunitensi.