Nel decalogo delle cose da evitare, in una battaglia a distanza con un nove volte campione del Mondo veloce, furbo e scaltro come Marc Marquez, la più importante è certamente questa: evitare di fargli regali gratuiti. A Balaton, a consegnargliene uno gigante è stato Jorge Martin. Autore di una manovra a dir poco azzardata al via, ha “trascinato” con sé tra gli altri anche il compagno di squadra Marco Bezzecchi e Fabio Di Giannantonio. Il risultato: i primi tre della classifica hanno dovuto dire addio alla gara e Marquez ha recuperato in un colpo solo quasi un terzo del suo svantaggio nei confronti del leader Bezzecchi. E adesso?
Come tutti gli inseguimenti che si rispettino, le “prede” cercheranno di correre più velocemente possibile, voltandosi indietro di tanto in tanto per controllare la situazio ne e provando a non inciampare di nuovo. Mentre il predatore, che come da lui stes so affermato “non ha nulla da perdere”, studierà le mosse di chi ha davanti, appro fittando di ogni passo falso per accorciare le distanze e sferrare l’attacco decisivo. Dall’Ungheria arriva anche un altro dato importante: la Ducati rientra a casa con il morale altissimo e, in vista di Brno e Assen prima e di un Centenario da festeggiare poi, possiamo dire che è tornata a essere lo spauracchio di tutte le sue rivali. Aprilia su tutte. La Casa di Noale esce da Balaton Park suonata come un pugile alla 12ª ripresa. E con una brutta “gatta da pelare” nel box. Ora servirà tutta la capacità gestionale di Massimo Rivola e dei suoi per calmare gli animi e far tornare al più presto l’atmosfera pre-Ungheria. C’è un obiettivo importante all’orizzonte e servirà remare tutti nella stessa direzione. BUONA LETTURA!