MISANO (Rimini) mercoledi 14 settembre 2011 – Doveva essere un antipasto della Superbike 2012 ma il
provino di Toni Elias sulla Bmw Italia lasciata libera da James Toseland non è andato bene. L'iridato della Moto2 ha già lasciato Misano per raggiungere Aragon, dove domenica continuerà la deludente avventura MotoGP con la Honda LCR. Martedi, dopo una innocua scivolata al Carro, si è fermato a 1'38”1, oltre due secondi dal giro veloce realizzato da Melandri. Oggi, con la copertura soffice da Superpole, si è fermato a 1'37”8: perfino il tester Bmw Steve Martin, che ha lasciato le corse anni fa, è stato più veloce. Mentre Elias lasciava il World Circuit Marco Melandri stampava un convincente 1'35”8. L'impressione è che la Bmw Italia abbia già scartato l'ipotesi Toni e anche la Honda Ten Kate, che aveva incluso lo spagnolo tra candidati ad affiancare il confermato Jonathan Rea, seguirà altre strade. Perchè è stato un debutto così difficile?
"E' stato un test improvvisato" spiega il 29enne catalano.
"Non avevo mai guidato una Superbike e sono venuto soltanto per farmi un'idea".
Cioè?
"Il serbatoio è così grande che non riesco ad impugnare i comandi con la forza sufficiente, ci arrivo appena e non riesco ad avere controllo della moto. La prima cosa che sarebbe necessaria è un serbatoio molto più piccolo e una diversa posizione di guida: pedane, comandi, manubrio".
Quali altre differente ai rivelato con la GP?
"Non sono abituato a guidare moto di derivazione stradale, si muovono molto e non riesco ad aprire il gas. Ho provato ad irrigidire le sospensioni ma la Bmw è diventata ancora più inguidabile. Avrei avuto bisogno di più tempo per adeguare la moto alle mie caratteristiche fisiche e di guida".
Il motore come ti è sembrato?
"La Bmw ha un motore fantastico ma la potenza arriva di colpo e non è facile da gestire. La Superbike va molto più forte di quanto immaginassi".
Elias-Superbike è un matrimonio impossibile?
"Non ho ancora deciso i miei programmi 2012 e non è detto che lasci il Motomondiale. La Superbike non mi fa paura ma ci vorrebbe più tempo per farsi un'idea e lavorare come necessario."
Paolo Gozzi