21/02/2012

Sykes chiude primo i test in Australia

Sykes chiude primo i test in Australia
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Il pilota Kawasaki è il più veloce, ma di passo Checa fa paura

PHILLIP ISLAND - Tom Sykes è stato il più veloce della seconda ed ultima giornata di prove del Campionato Mondiale Superbike a Phillip Island, in Australia. Il britannico della Kawasaki è sceso in pista subito la mattina e al terzo passaggio ha siglato un 1'31''648 che gli è valso il primato della giornata e di queste prove.

Ma non si è trattato solo di un giro singolo, in quanto Tom si è dimostrato veloce per tutta la mattina. Ha faticato di più nel pomeriggio, dove ha chiuso in quarta posizione a 4 decimi dalla vetta.

«Sono contento. Abbiamo un buon passo e a fine turno abbiamo anche trovato qualcosa che ci farà migliorare con il caldo» ha detto Sykes che ha aggiunto «per la gara di domenica non so, però l'importante sarà non far scappare subito Carlos. Phillip Island non è certo la mia pista preferita, e quindi questo risultato per me ha un valore ancora superiore».

Secondo tempo per Carlos Checa, entrato in pista a turno già iniziato la mattina e autore di soli 15 giri nel pomeriggio. Il campione del mondo, con il caldo, è stato il migliore ed ha dato l'impressione di avere bene le idee chiare per domenica: «Forse se fossi entrato in pista prima la mattina avrei potuto fare un tempo migliore. Per noi questi due giorni di test sono stati molto importanti. Abbiamo svolto tutto il lavoro che ci eravamo prefissati di fare e ora sono a posto sia con la gomma grande sia con quella piccola (da 200 mm e da 190 mm, ndr). Le sospensioni sono a posto, l'assetto pure. Ora dipenderà solo dalla temperatura che troveremo in gara» e poi il campione del mondo ha aggiunto «Phillip Island è una pista favorevole alla Ducati. A me piace, ma non per questo parto con la consapevolezza di vincere. Il mio obiettivo è dare il massimo assieme alla mia squadra. Poi vedremo il risultato domenica sera».

Sotto il muro dell'1'32 anche Jakub Smrz, autore del terzo tempo al 35° giro della mattinata. Nel pomeriggio, Davies e Aitchison a parte, nessuno è riuscito a migliorare i riferimenti fatti registrare nella mattina, per via della temperatura molto elevata dell'asfalto. Ultimo pilota sotto l'1'32'' Jonathan Rea. Il nordirlandese della Honda, quarto assoluto (e terzo col caldo del pomeriggio) è stato protagonista di una spettacolare caduta nella quale ha semi distrutto la sua CBR 1000RR all'inizio del turno mattutino. Per fortuna lui ne è uscito incolume. «Sono stato fortunato» ha commentato Jonny «di solito in una caduta del genere ci si fa molto male, io invece non mi sono fatto nulla. Sono contento perché la moto va bene, soprattutto il freno motore adesso è ok. L'anno scorso era uno dei nostri punti deboli. Sulla carta Carlos è il favorito, ma bisognerà vedere le condizioni che troveremo in gara. Penso che io, Max, Sykes e Marco ci giocheremo il podio».

Quinto tempo assoluto invece per Max Biaggi, che nel pomeriggio è stato il pilota più vicino a Checa e ha fatto prove dove ha dimostrato di poter essere veloce in tutti i settori della pista. «Domani e dopo metteremo assieme tutti i dati e venerdì inizieremo a lavorare sull'assetto per la gara» ha esordito il cinque volte iridato. «In questi giorni abbiamo fatto un sacco di prove, alcune che avevamo già fatto in passato, anche perché la squadra non conosce la moto e quindi era indispensabile rifarle. Mi piace la gomma da 200, non l'avevo provata nei test dello scorso anno a Misano, a differenza degli altri piloti perché ero fermo per l'infortunio al piede, ma penso che sia una buona opzione. Questi sono stati test importanti per noi. Forse potevamo fare qualcosa di meglio come tempo, ma non aveva senso esagerare. Prima è necessario mettere a punto la moto in ogni area».

Sesto assoluto Marco Melandri, ottavo nel pomeriggio perché più in difficoltà con il caldo. «Il problema è sempre quello» ha detto il pilota BMW «la moto saltella davanti e non posso spingere come vorrei in ingresso curva. Il problema l'abbiamo anche al posteriore, ma è minore. Forse però siamo riusciti a capire dove intervenire. Abbiamo provato ogni tipo di regolazione, ma solo dalla Germania lo possono risolvere, non noi in pista. Dopo la gara faremo due giorni di test ad Aragon (il 18 e 19 marzo, ndr) nei quali dovremmo provare qualcosa di nuovo».

Questi test si sono conclusi con l'ottimo settimo tempo di Davide Giugliano, compagno di Carlos Checa nel team Althea. Il romano, caduto quattro volte in questi due giorni di test, si è dimostrato consistente e se riuscirà a rimanere concentrato potrebbe fare davvero due belle manche a Phillip Island. «Sono uno specialista dei tornantini» ha detto scherzando Davide, scivolato anche questo pomeriggio al tornantino in fondo alla discesa. Giugliano ha preceduto il pilota della Suzuki Leon Camier, che assieme alla sua squadra ha svolto un sacco di lavoro sulla GSX-R.

Chi è un po' mancato in questi test è stato il giapponese Hiroshi Aoyama, 13° oggi e 14° assoluto di queste prove. Il giapponese è scivolato il pomeriggio (la sua prima caduta in SBK) e sta ancora prendendo le misure con la categoria. «Devo abituarmi alla moto e alle gomme» ha detto il nipponico. «Le reazioni della moto sono molto più ovattate in Superbike, perché moto e gomme sono meno rigide rispetto alla MotoGP. Per fare cambiamenti che si possono apprezzare bisogna fare grandi modifiche». Hiroshi è stato preceduto in classifica dagli italiani Michel Fabrizio, 12° e Niccolò Canepa, 13°. Per quanto riguarda invece gli altri nostri portacolori, Badovini, dopo la caduta dei precedenti test, sta riprendendo confidenza con la moto ed è 16°, mentre i debuttanti Zanetti e De Rosa stanno crescendo.

Infine una nota su Haslam. Oggi il britannico, infortunato ieri mattina, è andato a Melbourne per consultare due specialisti. Sarà operato alla tibia giovedì mattina (gli saranno applicati due chiodi) e venerdì proverà a salire in sella, così come Laverty, che ha gironzolato per il paddock, continuando a fare riabilitazione alla mano sinistra.

Giulio Fabbri

I tempi assoluti dei due giorni di test

1. Sykes T. (GBR) Kawasaki ZX-10R 1'31.648

2. Checa C. (ESP) Ducati 1098R 1'31.652

3. Smrz J. (CZE) Ducati 1098R 1'31.800

4. Rea J. (GBR) Honda CBR1000RR 1'31.913

5. Biaggi M. (ITA) Aprilia RSV4 Factory 1'32.034

6. 33 Melandri M. (ITA) BMW S1000 RR 1'32.232

7. Giugliano D. (ITA) Ducati 1098R 1'32.319

8. Camier L. (GBR) Suzuki GSX-R1000 1'32.320

9. Guintoli S. (FRA) Ducati 1098R 1'32.347

10. Haslam L. (GBR) BMW S1000 RR 1'32.397

11. Lascorz J. (ESP) Kawasaki ZX-10R 1'32.540

12. Fabrizio M. (ITA) BMW S1000 RR 1'32.605

13. Canepa N. (ITA) Ducati 1098R 1'32.746

14. Aoyama H. (JPN) Honda CBR1000RR 1'32.910

15.  Berger M. (FRA) Ducati 1098R 1'32.911

16. Badovini A. (ITA) BMW S1000 RR 1'32.948

17. Zanetti L. (ITA) Ducati 1098R 1'33.136

18. Davies C. (GBR) Aprilia RSV4 Factory 1'33.358

19. Salom D. (ESP) Kawasaki ZX-10R 1'33.385

20. 67 Staring B. (AUS) Kawasaki ZX-10R 1'33.418

21. Brookes J. (AUS) Suzuki GSX-R1000 1'33.623

22. Aitchison M. (AUS) BMW S1000 RR 1'34.169

23. De Rosa R. (ITA) Honda CBR1000RR 1'34.341

 
 
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