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25/07/2010

Kawasaki KX250F

Kawasaki KX250F
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Fin troppo facile

Motore "dolce". Sospensioni morbide. Più adatta agli amatori che agli agonisti
La Prova
Kawasaki KX 250 F

Cardano al campo (Va) - La Kawasaki KX250F è un prodotto vincente, anzi, dato che da anni è protagonita negli USA, sia nel Supercross, che nel National, può essere considerata il riferimento della sua categoria. Questo è già un gran bel biglietto di presentazione, considerando anche il fatto che in America le moto da gara utilizzano molti componenti di serie, fatto che sottolinea ancora di più la bontà di un buon progetto. Anche nelle gare europee la KX250F non si sta comportando male, dato che nell’unico GP non vinto da una KTM, ovvero quello di Svezia, è salito sul gradino più alto del podio il francese Frossard, pilota della Kawasaki e secondo nella classifica di campionato. La  KX250F model year 2011 è stata completamente rinnovata, sia dal punto di vista della ciclistica, dove ha debuttato la nuova forcella Showa dotata di una sola molla, che da quello del motore, caratterizzato da un inedito impianto di alimentazione ad iniezione elettrica.
La posizione di guida è azzeccata, anche se la moto risulta leggermente larga, caratteristica che non causa fastidi, soprattutto perché le sovrastrutture, ottimamente raccordate, favoriscono gli spostamenti in sella, sia in staccata che in curva. Inoltre il nuovo materiale di rivestimento della sella garantisce un grip eccellente, quindi in uscita di curva si può sfruttare questa caratteristica per evitare di contrastare l’accelerazione, riducendo molto lo sforzo dei muscoli delle braccia.
La parte laterale della sella, invece, è molto liscia, quindi si può guidare in piedi, stringendo forte la moto con le gambe, che all’occorrenza possono essere spostate facilmente in avanti o indietro per cercare il giusto equilibrio. L’unico difetto di questa Kawasaki è il manubrio, un Renthal dotato di traversino, che è abbastanza basso, forse un pò troppo: si è sempre costretti a guidare caricando gran parte del peso del corpo sull'avantreno e così facendo si chiede un extra lavoro alla forcella, soprattutto in staccata, e si altera l'equilibrio ciclistico della moto.
Il motore della KX250F si avvia senza problemi, anche quando è molto caldo: la rumorosità di scarico è diminuita rispetto al vecchio modello, però resta ancora sopra la media. Il monocilindrico Kawasaki in accellerazione mette in mostra una muscolatura importante, ma ha anche un'erogazione molto fluida.
La risposta al gas è progressiva, quindi guidando al limite è molto difficile sbagliare le traiettorie. La nuova KX250F è più efficace, ma allo stesso tempo meno impegnativa rispetto al modello 2010;basti pensare che durante il nostro test il fondo del circuito non garantiva una buona aderenza, però questo fatto non ci ha creato nessun problema. Con la vecchia versione, probabilmente, non saremmo riusciti a guidare con la stessa naturalezza.

Durante i primi giri sembra che il nuovo motore abbia perso qualcosa in termini di allungo, però poi, dopo aver preso confidenza con la moto, ci si rende conto che questo monocilindrico ha un gran bel tiro ai regimi medio-bassi e un'ottima progressione; rispetto agli anni passati l'entrata in coppia è meno avvertibile ed è per questo che all'inizio sembra che ci sia meno birra agli alti regimi. In realtà gli ingegneri Kawasaki sono stati bravi a rendere il propulsore più sfruttabile ed anche utilizzando la terza marcia, nelle curve strette si può curvare agevolmente senza avvertire strappi o difetti di carburazione e di erogazione.
Insomma, il nuovo motore Kawasaki è eccellente: probabilmente a livello di potenza massima non è il riferimento della categoria, ma a livello di erogazione non ha nulla da invidiare a nessuno.

Anche la ciclistica è molto efficace, soprattutto nei tratti veloci, dove la KX250F mette in mostra una stabilità da riferimento. Questa eccellente precisione direzionale non ha penalizzato troppo la maneggevolezza, infatti nelle curve lente e nei cambi di direzione questa Kawasaki non richiede al pilota uno sforzo fisico eccessivo. La ciclistica continua a trasmettere ottime sensazioni anche nei salti, durante i quali la moto risulta molto facile da gestire.
Se la distribuzione dei pesi ci ha convinto, non possiamo dire altrettanto delle sospensioni, che purtroppo hanno delle tarature troppo morbide, adatto ad un pilota leggero e non particolarmente veloce. Guidando di buon passo,la forcella arriva spesso a fondo corsa ed anceh quando questo non accade lavora nell'ultima parte dell'escursione, pertanto, soprattutto in discesa si avverte un eccessivo carico sull'avantreno e bisogna ridurre l'andatura. In accellerazione l'ammortizzatore non sostiene a sufficienza il retrotreno ed iin uscita di curva diventa difficile mantenere la traiettoria impostata. L'impressione è che, pur avendo una buona qualità, la taratura delle sospensioni andrebbero modificate, ammesso che l'obiettivo degli ingegneri giapponesi sia quello di accontentare il crossista e sperto e chi gareggia a livello amatoriale.
Promossi, infine, sia i freni che il cambio. Sorprendente la frizione, che se la cava egregiamente anceh quando viene chiamata in causa spesso ed è caratterizzata da un comando al manubrio molto morbido. La KX250F sarà disponibile da settembre ad un prezzo che non è ancora stato definito.

La tecnica
Solo una molla nella forcella. E l'alimentazione è ad iniezione
 

La nuova Kawasaki KX250F è stata completamente rivista. Una scelta contro tendenza, dato che, forse anche per colpa della crisi, lo sviluppo delle moto sembra essersi notevolmente rallentato. Nel motore c’è un nuovo pistone con due vistosi rinforzi nella parte inferiore, un mantello ridotto all’osso e delle nervature esterne che hanno aumentato la resistenza strutturale. L’albero a camme di aspirazione garantisce 0.6 mm in più di alzata delle valvole, che vengono riportate in sede da molle più robuste. La candela ha un nuovo elettrodo, che ha migliorato la combustione. Il rapporto di compressione è stato aumentato, passando da 13,2:1 a 13,5:1. Le modifiche apportate al motore hanno richiesto interventi anche all’impianto di scarico, 30 mm più lungo. La KX250F 2011 ha l’alimentazione ad iniezione elettronica, un sistema studiato per il motocross, in grado di funzionare senza la batteria. La compatta e leggera centralina ECU è montata davanti al cannotto di sterzo, il corpo farfallato ha un diametro di 43 mm ed i fori dell’iniettore sono più grandi rispetto a quelli della KX450F , perché il motore 250 raggiunge regimi di rotazione più elevati ed ha bisogno di una portata di benzina maggiore (+20%). Il dato degno di nota è che, rispetto al vecchio impianto a carburatore, sono stati risparmiati circa 600 gr. La pompa della benzina si trova all’interno del serbatoio, che ha una capienza di 7.2 litri. Insieme all’iniezione elettronica è stato sviluppato un kit (optional) che permette di intervenire sulla mappatura della centralina. LA PIÙ interessante novità ciclistica è l’adozione della nuova forcella Showa SFF (Separated Function Front Fork) al suo debutto su una moto di serie: lo stelo sinistro funge da ammortizzatore, mentre in quello destro c’è l’elemento elastico. Così facendo è stato possibile ottenere una riduzione del 25% delle frizioni interne, migliorando la scorrevolezza. Dato che la nuova forcella ha una taratura piuttosto morbida, anche l’ammortizzatore è stato completamente rivisto, per non alterare l’equilibrio ciclistico della moto.

Identikit
  • Motore
  • Monocilindrico, quattro tempi, raffreddato a liquido. Cilindrata 249 cm3. Alesaggio e corsa 77 x 53,6 mm. Rapporto di compressione 13,5:1. Distribuzione: doppio albero a camme in testa, quattro valvole. Alimentazione a iniezione elettronica, corpo farfallato di 43 mm Ø e singolo iniettore. Lubrificazione forzata a carter umido. Avviamento a pedivella.
  • Trasmissione
  • Primaria ad ingranaggi, finale a catena. Frizione multidisco in bagno d’olio con comando a cavo. Cambio a cinque marce.
  • Ciclistica
  • Telaio perimetrale in alluminio. Sospensioni: anteriore forcella pluriregolabile Showa SFF a steli rovesciati di 47 mm Ø, corsa ruota 315 mm; posteriore progressiva, un ammortizzatore pluriregolabile, corsa ruota 310 mm. Freni: anteriore un disco a margherita di 250 mm Ø, pinza a due pistoncini; posteriore un disco a margherita di 240 mm Ø, pinza ad un pistoncino. Pneumatici: anteriore 80/100-21” 51M; posteriore 100/90-19” 57M.
  • Dimensioni
  • Interasse: 1.475 mm, lunghezza: 2.170 mm, larghezza: 820 mm, altezza: 1.270 mm, altezza sella: 945 mm. Inclinazione del cannotto di sterzo: 28,2°. Avancorsa: 120,2 mm. Capacità del serbatoio della benzina: 7,2 litri.
 
 
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