Non c’è solo il Gruppo Fiat in crisi. Il prossimo
21 ottobre, infatti, anche gli addetti del settore ciclo e motociclo, della componentistica e degli autobus i
ncroceranno le braccia per otto ore a Bologna. A scioperare saranno i dipendenti di aziende come Ducati Energia e BredaMenarinibus, per un totale di circa 40 azienda ovvero di circa 5-6 mila persone, visto che «
a Bologna rischiamo di perdere tutto il settore del motociclo, con migliaia di disoccupati».
Ad annunciarlo è stato il segretario provinciale della
Fiom,
Bruno Papignani, dopo aver incontrato tutti i delegati del comparto. «
L’atto della Fiat di lasciare Confindustria ha un senso più generale — spiega Papignani —
disegna un nuovo modello sindacale, autoritario e aziendalista, e i settori del motociclo e della componentistica sono i più esposti a questi tentativi».
Il settore del motociclo, sottolinea Papignani, «
vive le stesse dinamiche dell’auto». «
L’unico segmento che resiste è quello delle moto Gran turismo, prodotti di lusso, i cui consumi crescono del 7%». Per il resto, ricorda il segretario Fiom, «in un anno il settore ha perso il 16%».
L’ultima di queste perdite è la Malaguti: «
Da tre anni vado dicendo che avrebbe chiuso i battenti, ma nessuno mi ha mai ascoltato — rimprovera Papignani — e
adesso l’azienda ha optato per la chiusura preventiva, licenziando grazie a un accordo che prevede 30 mila euro di buoni uscita, il tutto per evitare la cassa integrazione e avere gli stabilimenti liberi a fine ottobre».
Del resto, aggiunge Papignani, «
se la Ducati fa moto omologate per il mercato europeo in Thailandia e fa realizzare la componentistica in Indonesia o in Vietnam, invece che a Bologna, il problema bisogna porselo».
Oltre a Malaguti, a Bologna, in difficoltà ci sono anche diverse aziende quali Moto Morini,
acquistata di recente da un gruppo milanese e Verlicchi, storica azienda produttrice di telai per la Ducati.