22/05/2009

KTM RC8 R: cavalli austriaci

KTM RC8 R: cavalli austriaci
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Più potenza per la versione estrema della maxisportiva. Il punto forte è l'agilità nella guida

Portimao - Con un anno di esperienza alle spalle, la KTM rafforza i pregi e smussa qualche piccolo difetto di gioventù della RC8 con questa nuova versione, in cui l’aggiunta di una R al nome sottolinea la trasformazione in una moto più vicina all’uso in pista: più cavalli e la conferma di una ciclistica molto efficace rendono questa moto un punto di riferimento della sua categoria.
L’idea di base era già ben definita né erano necessari stravolgimenti, perciò i tecnici della KTM si sono concentrati sull’evoluzione del prodotto di cui già disponevano: nuova cilindrata - da 1.148 cm3 si è passati a 1.195 -, nuova componentistica e una nuova colorazione per la versione estremizzata della prima vera e propria moto sportiva del marchio austriaco, la RC8 R A livello estetico-aerodinamico i cambiamenti sono minimi: il più evidente è la livrea che è unica ed è basata su due colori, il bianco e il nero opaco, con un po’ del classico arancio KTM per qualche dettaglio ed il telaio. Sono stati sostituiti il plexiglass e il parafango anteriore, costruito in fibra di carbonio, risultati particolarmente efficaci nelle prove in galleria del vento.
La RC8 R è caratterizzata da una grande facilità di guida in tutte le situazioni: sull’asciutto così come con l’asfalto completamente bagnato non è mai impegnativa; in più, considerando la docilità dell’erogazione, non si rischia nemmeno di far pattinare la ruota posteriore.

KTM RC8 R: cavalli austriaci
Nonostante i cambiamenti principali riguardino il motore, il punto forte della moto anche in questa versione R è ancora la ciclistica, impeccabile per leggerezza e maneggevolezza. La guida è molto simile a quella della versione “base”, sembra quasi di essere su una 600: i cambi di direzione si riescono ad effettuare con una velocità ed una precisione sbalorditive, per non parlare degli inserimenti in curva che oltre ad essere estremamente precisi e veloci richiedono uno sforzo minimo. È in ingresso e a centro curva che la RC8 dà il meglio, permettendo di mantenere velocità di percorrenza di rilievo senza mai accennare ad un allargamento di traiettoria. In uscita dalle curve l’appoggio offerto dalla sospensione posteriore garantisce un’eccellente aderenza della gomma, si può spalancare a due mani il comando del gas; d’altro canto la rigidità di telaio e sospensione posteriore si traduce in una minore trazione in caso di buche o sconnessioni che il posteriore non riesce a copiare perfettamente. Nei tratti veloci la RC8 R è molto precisa, una delle sue qualità maggiori è la facilità con cui si lascia guidare: in qualsiasi punto della pista la si voglia portare, ci va, e chiedendo al pilota uno sforzo minimo. Oltre alla grande guidabilità spicca la stabilità in frenata, che la staccata sia in discesa, come in piano od in salita. Non c’è la frizione antisaltellamento eppure non ci sono staccate in cui la ruota posteriore accenni a bloccarsi o a innescare il fastidioso saltellamento tipico dei bicilindrici.
L’impianto frenante è invariato e come nella precedente versione è caratterizzato da buone doti di potenza; bisogna però prestare attenzione appena si sale in sella perché è un filo troppo aggressivo nell’attacco, cosa che in pista non dà fastidio ma in strada può essere un problema. Il cambiamento principale però riguarda il motore: se il modello “base” non svetta per potenza, la lacuna viene brillantemente colmata in questa versione R. Le modifiche arrivate assieme ai 47 cm³ in più hanno portato alla RC8 R una gran bella potenza che per giunta si riesce a sfruttare bene grazie all’erogazione piena e sostanziosa: il motore spinge con convinzione da 7.000-7.500 giri fino a circa mille giri prima dell’intervento del limitatore, a 10.800 giri. L’erogazione del bicilindrico a V di 65 gradi è talmente pulita e poco esuberante da dare l’impressione di essere un filo scarsa, invece l’asfalto scorre molto veloce e si arriva da una curva all’altra con una velocità sorprendente. Anche il motore, come la ciclistica, è facile da usare; questo però non vuol dire che sia meno efficace di altri motori più violenti.

KTM RC8 R: cavalli austriaci

Per quanto l’erogazione sia morbida ma molto pronta, e le accelerazioni rapide, una delle caratteristiche che stupiscono maggiormente è la capacità di allungo; la spinta rimane poderosa fino a 10.000 giri, dopodiché incomincia ad appiattirsi ma con un calo davvero piccolo, per cui anche gli ultimi 800 giri diventano molto utili quando bisogna insistere nella marcia per risparmiare una cambiata nel rettilineo tra una curva e l’altra. Per migliorare la risposta del motore, che sulla RC8 “base” 2008 era un po’ brusca, i tecnici hanno lavorato sulla gestione elettronica e hanno realizzato un comando del gas progressivo, che aumenta esponenzialmente l’apertura della farfalla rispetto alla rotazione della manopola.
Si è lavorato anche sul cambio, che è stato completamente rivisto: ora è molto preciso e veloce, non ci sono sfollate né marce che escono, rimane solamente una leggera durezza della leva. Per chi è in possesso della RC8 versione 2008 è possibile effettuare le stesse modifiche per migliorare il funzionamento del cambio. Da annotare, infine, le fastidiose vibrazioni sul manubrio quando si è a gas spalancato.

Prezzo: 20.500 euro f. c.

 
 
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