Il primo giorno dell'anno da Nar del Plata, in Argentina, scatterà la Dakar. La carovana del rally più famoso quest'anno attraverserà in diagonale il Sudamerica con arrivo previsto il 15 gennaio a Lima in Perù. Quattordici le tappe con n giornata di riposo a Copiapò in Cile. Per i motociclisti i chilometri da percorrere saranno 8363 di cui 4406 di tratti cronometrati. Si tratterà di una gara come al solito impegnativa, con una varietà di percorso che non ha nulla da invidiare con le piste africane. Ci sarà infatti da attraversare anche il temibile deserto dell'Atacama, con piste con fondo duro e polveroso, che si alternano a sconfinate zone di sabbia e dune. la lotta per la vittoria si preannuncia ristretta sempre tra il francese Cyril Despres e lo spagnolo Marc Coma, che ha vinto l'edizione passata. In fatto di vittorie i due piloti ufficiali KTM ne hanno tre a testa. Comunque, anche grazie alle nuove regole che limitano per tutti la cilindrata a 450 cc non è escluso che qualcun altro possa insidiare il primato ai due favoriti, primo fra tutti il cileno Francisco Lopez in sella all'Aprilia del Team Giofil.
La pattuglia italiana sarà formata da Ceci e Botturi (KTM Team Bordone-Ferrari), Alex Zanotti con la nuova TM preparata da Mauro Sant, Filippo Ciotti e Andrea Fesani con la Rieju, Franco Picco e i suoi “discepoli” Andrea Gallo e Franco Panigalli (con le Yamaha), Nicola Tonetti e Maurizio Frigerio con le Beta di Boano.
Il “prof” Federico Ghitti ritenta l’avventura dopo che nel 2009 quasi ci rimise le penne (fu salvato dall’assideramento da Carlo de Gavardo e Jean Brucy). Anche Claudio Pederzoli tenta il bis, accompagnato da Gian Ernesto Astori, mentre Manuel Lucchese corona il suo sogno di essere al via della Dakar dopo una stagione dove ha corso dappertutto. Da annoverare anche i franco-italiani Camelia Liparoti nei quad e Edouard Boulanger, vincitore del Dakar Challenge abbinato al Pharaons Rally. Nelle foto: Coma (1), Despres (2).
(GCG)
La storia di Manuel Lucchese meriterebbe più approfondimento. Ma soprattutto meritava il nome in grassetto, non fosse altro che sia alfiere ufficiale Husaberg. Grazie