JEREZ – La nota più curiosa, nel turno di qualifiche del GP Spagna è il numero delle cadute. Tra l'altro, quasi tutte per la perdita dell'anteriore. Ben sei piloti sono finiti a terra o nella ghiaia: Rossi, Aoyama, Abraham, De Puniet, Spies. E nel finale, anche Stoner ha fatto un “drittto”. Ma era a tempo scaduto, l'australiano aveva già la polle saldamente in tasca. Insomma, «non è una cosa che avrà degli effetti in gara, domani», come ha detto anche lui.
Hanno spinto forte, tutti quanti: basti pensare che Lorenzo ha girato in 1'39”4 nel terzo giro... E nel finale lui è stato uno di quelli che ha continuato a tirare per spostare in avanti i limiti. Lui, Perdona e Stonar hanno fatto parte di un gruppo a parte. Alla fine la pole di Stonar è di altissimo livello: l'1'38”820 non cancella la prestazione di Lorenzo nel 2008 (1'38”189), ma le Bridgestone di oggi non sono nemmeno partenti delle Michelin da qualifica che usò il campione del mondo tre anni fa.
La prima fila è stata terreno di conquista per i tre piloti più veloci del momento: Stoner, Pedrosa, Lorenzo. Che hanno parlato in modo diverso: «se non avessi fatto quel dritto nel finale, avrei migliorato la pole» ha detto Stoner. «Aspettiamo di vedere il meteo, domani: forse pioverà, quindi tutto potrebbe cambiare» ha spiegato Pedrosa. «La moto oggi è migliorata in frenata, ma in gara sarà durissima per me» ha messo le mani avanti, Lorenzo. Non bisogna lasciarsi ingannare dall'atteggiamento dimesso del campione in carica: Jorge va forte, il suo passo di gara gli permette di puntare alla vittoria senza problemi.
La seconda nota importante riguarda Valentino Rossi, solo dodicesimo e quindi relegato verso le zone basse della classifica: il distacco è di 1”4, quindi sensibile. In gara Valentino inventerà qualcosa, ma sarà dura vederlo vicino al podio. Valentino è apparso vulnerabile: anche lui, quando ha spinto veramente è finito a terra. Il pesarese è caduto dopo pochi giri, con la moto che aveva l'assetto migliore; dopo, con la seconda moto, non c'è stato più verso di ritrovarsi. Il fatto è che nelle qualifiche – come previsto – hanno spinto anche piloti che nelle prove libere erano apparsi in difficoltà: si è risvegliato Spies, ad esempio, De Puniet è stato perfino eroico – ha fatto segnare il quinto tempo, poi è caduto, alla fine è stato settimo – e anche Andrea Dovizioso e Colin Edwards sono riusciti a migliorare nel finale. Il forlivese ha agguantato in extremis la seconda fila (con il sesto tempo) dove andrà a fare compagnia con Simoncelli (quinto) e Spies (quarto). Sicuramente con la moto “uno” Valentino avrebbe ottenuto un risultato migliore – «mi sarei inserito in seconda fila» ha detto lui – tuttavia se c'è una certezza è che non è ancora uscito da guai.
Enrico Borghi
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Se Rossi sta fingendo per ingannare gli avversari sulle sue vere potenzialita', lo sta facendo veramente bene...
e questo prende uno stipendio pari a 7 volte quello di stoner?
Nelle qualifiche ho visto Stoner andare da far paura. Forse Vale ha ancora problemi alla ciclistica, ma forte come lui, ormai, non ci andrà mai più, secondo me. Velocissimi anche Pedrosa ed eroico Lorenzo, che con una moto secondo me inferiore alle Honda, andava forte quanto Stoner.